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14/05/2009

Autofinanziamento Reale e Potenziale

L'apprezzamento delle risorse assorbite o generate dalla gestione può costituire un problema più complesso rispetto alla verifica della liquidità generata o assorbita in altre aree. Per questa ragione è necessario fornire qualche indicazione di carattere generale circa la logica di autofinanziamento reale (o flusso di cassa della gestione corrente).

Con questa espressione ci si riferisce alle risorse derivanti dalla gestione caratteristica dell'esercizio o di qualsiasi periodo osservato. Questa grandezza può essere calcolata sottraendo all' autofinanziamento potenziale (o flusso di circolante della gestione corrente), la variazione del capitale circolante netto commerciale.

 

Al di là delle modalità di calcolo, l' autofinanziamento potenziale rappresenta le risorse monetarie che nel corso dell'esercizio sarebbero state messe a disposizione (o assorbite) dalla gestione corrente, se non vi fossero stati ulteriori assorbimenti (o liberazioni) di risorse attraverso dilatazioni (o contrazioni) del capitale circolante.

Se dunque un' azienda genera un autofinanziamento potenziale di 100 in un dato periodo e - attraverso la gestione corrente - assorbe 60 per via dell'incremento del capitale circolante, ha a sua disposizione un autofinanziamento reale (frutto della sua gestione caratteristica) pari a 40.

Al reddito operativo al netto delle imposte si sommano tutti i costi non monetari della gestione (tipicamente gli ammortamenti) e si ottiene così l'autofinanziamento potenziale che non è ancora espressione del flusso di cassa prodotto dalla gestione caratteristica. L'autofinanziamento potenziale coinciderebbe con l'autofinanziamento reale solo se il fatturato fosse interamente incassato e tutti i costi monetari della gestione corrente fossero stati anch'essi pagati in contanti e, quindi, senza nessuna variazione nelle dimensioni del circolante.

 

Per passare dunque dall'autofinanziamento potenziale a quello reale è necessario dunque sottrarre al primo le variazioni dei crediti di natura a corrente sviluppatesi durante l'esercizio e risommare le variazioni dei debiti della stessa natura.

Si calcola la variazione di capitale circolante tra due esercizi consecutivi: se si tratta di un valore positivi lo si sottrae all'autofinanziamento potenziale. Se si tratta invece di un valore negativo il suo valore assoluto va sommato all'autofinanziamento potenziale.

07:20 Scritto da: dadomail69 in Autofinanziamento Reale e Potenziale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: autofinanziamento | OKNOtizie |  Facebook

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