29/01/2009
La Cartolarizzazione dei Mutui
Negli ultimi mesi le banche italiane hanno intensificato la cartolarizzazione dei mutui. E' da chiedersi se sia un modo per trasferire rischi eccessivi accumulati in portafoglio o uno strumento per recuperare liquidità necessaria a far ripartire l'economia reale.
Con la cartolarizzazione dei crediti una banca decide di affidarsi ad una società veicolo per trasformare un mutuo di natura usualmente immobiliare in titoli finanziari negoziabili sul mercato.
La società veicolo consolida le attività cedute e, a fronte di essi, emette titoli in diverse tranches (senior, mezzanine, junior). Questa trasformazione permette di ridurre il capitale minimo che l'Autorità di vigilanza impone di tenere disponibile per assicurare la copertura dei prelievi e, dunque, consente di recuperare risorse volte ad aumentare l'offerta.
Nei primi nove mesi del 2008 in Italia sono stati cartolarizzati 38,2 mld. di euro (fonte: European Securitisation Forum) di cui quasi il 75% in strutture Rmns (Residential Mortgage Backed Securities) che rappresentano titoli garantiti da prestiti immobiliari concessi per l'acquisto di abitazioni.
Soltanto negli ultimi tre mesi le due principali banche italiane, Intesa San Paolo e Unicredit, hanno trasformato in titoli pacchetti di mutui residenziali per un valore complessivo di 43 mld. di euro. Il dato sulle cartolarizzazioni immobiliari realizzate solo nel 2008 salirebbe così oltre i 70 mld. di euro: dato eclatante se si pensa che nei tre anni precedenti erano stati cartolarizzati in tutto 36,5 mld.
Ultimamente le banche italiane sono state costrette a ricomprare l'intero pacchetto di mutui cartolarizzati (non solo le tranches junior) consapevoli di un'effettiva impossibilità di piazzare una montagna di titoli a risparmiatori sfiduciati. In questo caso la cartolarizzazione perde il vantaggio di apportare liquidità immediata anche se resta la possibilità di detenere più titoli in portafoglio da consegnare in garanzia alla BCE nelle operazioni di rifinanziamento.
Sebbene il fenomeno delle cartolarizzazioni sia avvenuto nel rispetto della normativa italiana e Bankitalia evidenzi come tra il 2004 e 2007 i mutui cartolarizzati siano stati mediamente meno rischiosi rispetto a quelli non cartolarizzati (importante segnale che le banche italiane abbiano deciso di trasformare mutui a partire da da quelli più affidabili, conservando in portafoglio i subprime, senza spingersi oltre le straordinarie esigenze di liquidità), la recente rincorsa a questo strumento potrà essere valutata positivamente solo se, come sollecitato dal Governatore Draghi e auspicato dall'Ecofin, le banche non bloccheranno il flusso del credito nel corso del 2009 e decideranno di utilizzare la liquidità recuperata per finanziare l'economia reale. Marco Marcatili
07:34
Scritto da: dadomail69
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