01/09/2009

Il Deterioramento del Merito Creditizio

deterioramento_merito_creditizio.jpgIl rischio di credito inteso come variazione inattesa del merito creditizio non è legato alla sola possibilità di insolvenza di una parte: anche il semplice deterioramento del merito creditizio è una manifestazione del rischio di credito.

 

Nell' ipotesi di un prestito a tasso fisso, è evidente che - in presenza di un deterioramento del merito creditizio del debitore - il valore di mercato del prestito, determinato dal valore attuale dei flussi di cassa a esso associati, subisce una diminuzione: il valore attuale dei flussi di un'attività finanziaria è teoricamente determinato utilizzando un tasso di sconto che, oltre al tasso risk-free per la scadenza corrispondente, incorpora un premio al rischio che riflette la probabilità di insolvenza della parte. Un deterioramento del merito creditizio di quest'ultima, innalzando tale probabilità, conduce automaticamente ad un corrispondente incremento di tale premio e dunque ad una riduzione del valore di mercato dell'attività.

 

Analogamente, una prestito a variabile, per il quale lo spread rispetto ad un tasso di mercato monetario è prefissato, subisce una diminuzione di valore a fronte di un deterioramento del merito creditizio dell'affidato. In generale, la diminuzione del valore di mercato di un'attività finanziaria conseguente ad un deterioramento del merito creditizio dell'emittente di tale attività risulta tanto maggiore quanto maggiore è la variazione dello spread richiesto dal mercato e quanto maggiore è la vita residua dell'attività. In sintesi, il rischio di credito può essere suddiviso in due componenti: il rischio di insolvenza, che rappresenta il rischio di perdita conseguente all'insolvenza del debitore e il rischio di spread, che rappresente invece il rischio di una perdita conseguente al semplice deterioramento del merito creditizio del debitore, cui seguirebbe un innalzamento dello spread richiesto dal mercato.

 

In base a questa logica il rischio di credito non può essere misurato facendo riferimento alla possibile insolvenza o meno del soggetto, che consentirebbe di cogliere solo il rischio di insolvenza, ma avendo  a riferimento la possibilità che l'insolvenza rappresenta unicamente l'evento estremo, preceduto da altre diverse fasi rivelatrici che questo possa non verificarsi.

31/12/2008

Fiducia, Credito e Rischio

fiducia_credito.jpgLe operazioni di credito sono oggi talmente diffuse che l'economia moderna viene qualificata come economia creditizia.

 

Ne sono esempio i finanziamenti concessi dagli istituti di credito che prestano delle somme di danaro (prestazione attuale) ai clienti contro l'impegno dei clienti di rimborsarle a scadenza aumentate degli interessi (controprestazione future).

 

Ogni operazione di credito presuppone fiducia ed implica rischio.

Attorno a questi due elementi (fiducia e rischio) ruota larga parte dell'attività economica moderna, nella quale sono indispensabili sia la ricerca del limite entro il quale ci si può fidare di ciascun soggetto con cui si è in rapporto, sia la valutazione delle conseguenze negative che ogni concessione di credito può comportare.

 

La fiducia è il presupposto di tutte le operazioni di credito; dalla fiducia deriva la parola fido, che indica l'importo massimo di credito che un certo soggetto è disposto ad accordare ad un altro per contenere il rischio entro un limite di tollerabilità.

 

E' dunque l'atto di fiducia, che si concreta nell'attribuzione del fido, che permette di concludere le operazioni di credito superando l'incertezza dovuta al tempo che divide la prestazione attuale da quella futura.

 

 

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