09/11/2009

Fondo Centrale di Garanzia

fondi_garanzia.jpgIl fondo centrale di garanzia è un importante strumento per assicurare il credito alle piccole e medie imprese: lo Stato, senza elargizioni di danaro, si fa garante nella misura del 60-80% del credito chiesto alle banche dalle aziende, economicamente e finanziariamente sane, fino ad un limite massimo di 1,5 milioni di euro.

 

E' evidente che attraverso questo schema l'istituto di credito, senza alcun rischio, possa realisticamente contare sul rientro del capitale concesso poichè - anche in caso di insolvenza o fallimento del debitore - potrà attingere al fondo di garanzia o, nel caso di suo esaurimento, rivolgersi direttamento allo Stato.

 Le imprese - in sede di presentazione della domanda di leasing o di fido o per operazioni d'investimento estero - potranno chiedere all'istituto bancario di garantire l'operazione con il fondo di garanzia oppure inviare, attraverso Confidi che garantisce il prestito, la domanda di controgranzia al Fondo che, senza intervneire nel rapporto contrattuale fra impresa e banca, garantirà nella percentuale suindicata il finanziamento senza l'aggravio di costi di fideiussioni o polizze di assicurazione.

L'operazione, preceduta da una prima istruttoria (avviata dalla banca finanziatrica) e da una seconda (attivata dal Gestorie) sarà sottoposta al vaglio del Comitato del Fondo centrale di garanzia, che delibererà se il finanziamento sarà corredato dalla richiesta di garanzia publica. 

 Questo strumento di ausilio al credito, per quanto ampiamente accessibile a numerose pmi, non potrà essere fruito

1) dalle imprese agricole e da quelle con unità locale in Toscana e Lazio, che potranno beneficiare esclusivamente dello strumento della controgaranzia;

2) dalle imprese che operano nel settore automobilisitco, ittico, dei trasporti, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dell’industria carbo-siderurgica.

3) dalle imprese che non raggiungono i requisiti dimensionali prescritti dalla normativa comunitaria vigente (decreto del Ministero delle Attività Produttive del 18/04/05, in GU n. 238 del 12/10/05, e Raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003).

08/06/2009

Cessione del Quinto dello Stipendio

 cessione_del_quinto_dello_stipendio.jpgSe fino a qualche anno fa la cessione del quinto era un prodotto di nicchia, offerto da rarissimi operatori finanziari e riservato per lo più a dipendenti pubblici, questa tipologia di finanziamento ha progressivamente avuto una crescita esponenziale. I dati Assofin sono eloquenti: nel triennio 2005/2008 la cessione del quinto  è salita di quasi il 120% fra i lavoratori e di oltre il 190% fra i pensionati che, per effetto delle novità legislative introdotte dalla Finanziaria del 2005, hanno potuto accedere al prodotto rappresentandone - oggi - una quota rilevante.

In questo contesto, di significativo  aumento della cessione del quinto, si comprende come questa formula di finanziamento abbia suscitato l'interesse non solo degli operatori specializzati nell'erogazione del credito al consumo, ma anche delle stesse banche che hanno aggiunto la cessione del quinto al proprio portafogli prodotti direttamente accessibili ai propri sportelli.

 

In Italia, la cessione del quinto rappresenta in pratica l'unica vera tipologia di prestito garantito

a) dall'obbligo - per il datore di lavoro - di effettuare la trattenuta sullo stipendio mensile e

b) dalla presenza di una assicurazione obbligatoria che copre il rischio vita e la perdita di lavoro. Il costo delle polizze deve essere compreso nelle condizioni illustrate al richiedente prima della sottoscrizione del contratto.

Il finanziamento può essere erogato anche a cattivi pagatori, ossia a coloro che hanno avuto in precedenza situazioni di insolvenza come protesti, che invece precludono la possibilità di accedere a prestiti personali o prestiti finalizzati.

 

Va notato come la cessione del quinto dello stipendio abbia maggior "appeal" rispetto i prestiti personali poichè non c'è bisogno  di indicare finalità precise per l'impiego delle somme erogate.

E' buona norma, al fine di scongiurare spiacevoli sorprese,

1) confrontare le diverse offerte,

2) non firmare mai nulla (neanche la delega alla ricerca del finanziamento) prima di aver deciso,

3) chiedere informazioni dettagliate e calcoli precisi sul tasso e sulle altre spese (assicurazione, istruttoria, costi di incasso, ecc.), facendosi calcolare anche l'indicatore sintetico di costo del finanziamento.

 

In caso di necessità, i lavoratori dipendenti che abbiano già in corso un prestito con addebito sulla busta paga, hanno l'opportunità di richiedere un prestito delega, detto anche cessione doppio quinto, in cui l'interessato può cedere fino al 40% del suo stipendio netto.

A differenza però della cessione del quinto, la cui concessione è obbligatoria per legge, l'accettazione della delega di pagamento è a discrezione del datore di lavoro.

 

13/01/2009

Assicurazioni su Prestiti

assicurazioni_prestiti.jpgLa vita e le attività umane sono esposte ad una serie di rischi, cioè a delle incognite che possono originare eventi negativi per le persone o per i loro beni. Le vie seguite per fronteggiare tali rischi sono sostanzialmente due: la prevenzione e l'assicurazione.

 

Attraverso la "prevenzione" le persone che ritengono di essere esposte ad un certo rischio pongono in essere tutti gli accorgimenti idonei ad impedire che esso si verifichi o almeno a ridurne le conseguenze. Sono esempi di prevenzione l'uso di una cassaforte per custodire i valori, l'applicazione dell'antifurto all'auto, ecc.

 

L'uso delle misure di prevenzione non basta però, nella maggior parte dei casi, ad evitare l'evento temuto e tutti i danni che da esso possono derivare. Per questo è sorta l' " assicurazione "  con la quale si realizza il trasferimento del danno dalla persona, che ne è colpita, ad un gruppo numeroso di persone soggette allo stesso rischio. Tutti costoro, sostenendo un costo di ammontare certo ma modesto, partecipano alla formazione di un fondo sufficiente ad indennizzare i danni patiti dagli sfortunati che verranno colpiti dall'evento negativo.

 

L'opera delle oderne compagnie di assicurazione si svolge nei settori in cui esiste un vasto gruppo di persone soggette ad un medesimo rischio del quale è possibile stabilire la probabilità di manifestazione. Le compagnie, servendosi di una rete di agenzie locali, stipulano contratti - c.d. polizze assicurative - con numerose persone esposte a determinati rischi e riscuotono da esse delle somme chiamate premi di assicurazione.

L'entità di tali premi è stabilita tenendo conto della probabilità statistica che gli eventi temuti si verifichino effettivamente.

 

Le somme ricavate servono poi alle compagnie per indennizzare gli assicurati colpiti dall'evento negativo per coprire le spese di gestione e per remunerare i capitali investiti.

Si comprende, in questa logica,i l'utliità di polizze assicurative legate a prestiti di entità rilevante, piuttosto che su finanziamenti di modico valore che si traducono in un inutile esborso di danaro: va da sè che in caso di verificazione dell'evento temuto che impedisca al cliente il regolare rimborso del debito, sarà l'assicurazione a coprire il prestito, senza che gli eredi possano essere chiamati al pagamento delle rate residue. 

 

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