28/09/2009

L'Autofinanziamento

autofinanziamento.jpgL' autofinanziamento ha costituito, negli ultimi 20 anni, la principale fonte di finanziamento delle imprese. Il capitale interno ha coperto almeno l' 80% del fabbisogno complessivo del periodo. Le analisi compiute in quest'arco temporale rivelano che il comportamento del managment aziendale tende ad essere guidato da due motivazioni fondamentali:

a) sopravvivenza dell'azienda: il managment tende a preservare la sopravvivenza dell'azienda e la propria posizione nel lungo periodo accumulando e mantenendo le risorse finanziarie ritenute sufficienti a preservare questo obiettivo;

b) indipendenza e autosufficienza. Il managment cerca di riservarsi la libertà di assumere decsioni svincolate da influenze esterne, comprese quelle dei mercati dei capitali. A tal fine occorre disporre di fondi interni da mobilizzare agevolmente quando necessario, in misura sufficiente a evitare il ricorso a nuovo capitale azionario.

 

Secondariamente l' autofinanziamento non è quasi mai riuscito a coprire integralmente il finanziamento degli investimenti. Si è così generato un financial gap colmato facendo ricorso al capitale esterno.

Il gap, pari in media al 20% del fabbisogno complessivo, è stato coperto utilizzando in via principale il debito e, secondariamente, il capitale azionario, che ha rivestito un ruolo del tutto marginale nelle politiche di raccolta delle imprese lungo gli ultimi 20 anni.

 

La predilezione per il capitale interno non deve tuttavia portare a trascurare la circostanza che anche il capitale interno ha un costo: il costo del capitale è un rendimento/opportunità equiparabile ad altri rendimenti ottenibili da investimenti simili per rischio e durata. Pertanto, la valutazione economico-finanziaria di un investimento deve essere fatta ponendo come soglia il costo-opportunità del capitale anche quando questo è  rappresentato dal capitale interno.

14/05/2009

Autofinanziamento Reale e Potenziale

L'apprezzamento delle risorse assorbite o generate dalla gestione può costituire un problema più complesso rispetto alla verifica della liquidità generata o assorbita in altre aree. Per questa ragione è necessario fornire qualche indicazione di carattere generale circa la logica di autofinanziamento reale (o flusso di cassa della gestione corrente).

Con questa espressione ci si riferisce alle risorse derivanti dalla gestione caratteristica dell'esercizio o di qualsiasi periodo osservato. Questa grandezza può essere calcolata sottraendo all' autofinanziamento potenziale (o flusso di circolante della gestione corrente), la variazione del capitale circolante netto commerciale.

 

Al di là delle modalità di calcolo, l' autofinanziamento potenziale rappresenta le risorse monetarie che nel corso dell'esercizio sarebbero state messe a disposizione (o assorbite) dalla gestione corrente, se non vi fossero stati ulteriori assorbimenti (o liberazioni) di risorse attraverso dilatazioni (o contrazioni) del capitale circolante.

Se dunque un' azienda genera un autofinanziamento potenziale di 100 in un dato periodo e - attraverso la gestione corrente - assorbe 60 per via dell'incremento del capitale circolante, ha a sua disposizione un autofinanziamento reale (frutto della sua gestione caratteristica) pari a 40.

Al reddito operativo al netto delle imposte si sommano tutti i costi non monetari della gestione (tipicamente gli ammortamenti) e si ottiene così l'autofinanziamento potenziale che non è ancora espressione del flusso di cassa prodotto dalla gestione caratteristica. L'autofinanziamento potenziale coinciderebbe con l'autofinanziamento reale solo se il fatturato fosse interamente incassato e tutti i costi monetari della gestione corrente fossero stati anch'essi pagati in contanti e, quindi, senza nessuna variazione nelle dimensioni del circolante.

 

Per passare dunque dall'autofinanziamento potenziale a quello reale è necessario dunque sottrarre al primo le variazioni dei crediti di natura a corrente sviluppatesi durante l'esercizio e risommare le variazioni dei debiti della stessa natura.

Si calcola la variazione di capitale circolante tra due esercizi consecutivi: se si tratta di un valore positivi lo si sottrae all'autofinanziamento potenziale. Se si tratta invece di un valore negativo il suo valore assoluto va sommato all'autofinanziamento potenziale.

19/02/2009

Finanziamenti con Capitale Proprio

All'interno di ogni impresa si crea un fabbisogno di mezzi finanziari per creare il collegamento fra le uscite che si sostengono per l'acquisto di fattori produttivi (impianti, automezzi, materie, ecc.) e le successive entrate che si conseguono con la vendita di servizi o prodotti finiti.

Il periodo di tempo necessario affinchè i mezzi finanziari investiti, esaurito il loro ciclo, si convertano nuovamente in danaro prende il nome di ciclo di ritorno del capitale.

 

Tale ciclo è più o meno lungo a seconda del tipo di investimento effettuato. Per esempio, gli investimenti effettuati in merci di facile vendita si trasformano rapidamente in mezzi liquidi; viceversa gli investimenti effettuati in impianti e macchinari vengono realizzati solo gradatamente nel tempo grazie a quella parte dei ricavi che copre i costi riguardanti gli ammortamenti.

I finanziamenti con capitale proprio affluiscono all'impresa con i conferimenti di mezzi effettuati dal proprietario o, in caso di società, dai soci; essi sono costituiti dal capitale di apporto iniziale e dai successivi aumenti di capitale. In questa categoria rientrano inoltre gli utili non prelevati dal proprietario o non distribuiti ai soci in vista in vista di una politica di autofinanziamento.

Non prelevare utili significa non sottrarre mezzi finanziari all'azienda e quindi consentire all'azienda stessa di incrementare il capitale netto.

Le tipiche caratteristiche dei fondi raccolti a titolo di capitale proprio sono le seguenti:

  • i mezzi propri sono soggetti al rischio di impresa;
  • i mezzo propri non comportano un rigido obbligo di remunerazione
  • i mezzi propri non sono soggetti a scadenza. Non si presenta infatti il problema del rimborso ad una determinata scadenza, rimanendo tali mezzi investiti nell'azienda fino alla sua liquidazione.
 

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