08/11/2010

Prestiti Caritas Toscana

caritas.jpgUn «microcredito» per aiutare quelle persone che, all’interno di famiglie messe in difficoltà dalla crisi economica, vogliono crearsi in proprio una nuova opportunità di lavoro; oppure quei giovani che vogliono entrare nel mondo del lavoro attraverso la strada dell’imprenditorialità.

L’iniziativa era già stata presentata dall’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori che aveva proposto ai rappresentanti delle istituzioni cittadine e delle categorie economiche e sociali un «Patto per Firenze». Tra le idee che la Chiesa fiorentina metteva allora sul piatto c’era proprio quella di un fondo di garanzia per concedere prestiti a chi, in questo tempo di crisi, vuole crearsi una nuova opportunità di lavoro. Il progetto, portato avanti in questi mesi dal direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale sociale e lavoro, don Giovanni Momigli, e dal direttore della Caritas Alessandro Martini, ha trovato l’adesione di Fidi Toscana e della Camera di Commercio. Sul fronte bancario, è stata coinvolta la Cassa di Risparmio di Firenze che materialmente erogherà i prestiti, oltre alle banche di credito cooperativo presenti sul territorio diocesano, con le quali l’accordo deve essere ancora formalizzato. Si è arrivati così alla firma dell’accordo che ha dato ufficialmente il via all’iniziativa.

 

Molto forte anche il consenso di Fidi Toscana, l’ente presso cui è deopositato il fondo di garanzia della Diocesi e che a sua volta rilascerà alle banche erogatrici del prestito una garanzia in caso di insolvenza. «Un contributo di grande importanza - ha affermato il direttore generale di Fidi Toscana, Giovanni Riccardi - in un settore, quello dell’economia, che ha bisogno di un forte richiamo ai valori etici. Sono sicuro che avrà successo, e che da questi piccoli finanziamenti potranno nascere importanti opportunità di lavoro». Per la Camera di Commercio è intervenuto Gerri Martinuzzi: «Un’idea a cui abbiamo aderito volentieri. Metteremo a disposizione la nostra rete di consulenti, che aiuterà chi vuol creare una nuova impresa, e offriremo un ulteriore contributo che andrà a coprire gli interessi sul prestito per i primi due anni. In questo modo chi inizia una nuova attività avrà all’inizio un periodo in cui non dovrà pagare niente, e tutte le competenze (amministrative, fiscali, teconologiche...) per avviare il lavoro».

 

Importante il ruolo delle banche: come soggetti finanziatori sono stati individuati la Cassa di Risparmio di Firenze, che ha collaborato anche nella definizione degli accordi, e le Banche di Credito Cooperativo presenti nel territorio diocesano, per le quali si stanno perfezionando gli ultimi passaggi. Il direttore generale della Cassa di Risparmio di Firenze, Luciano Nebbia, ha sottolineato la bontà dell’iniziativa che, ha detto, «potrà far entrare nuove persone nel mondo dell’imprenditoria». Proprio per il valore sociale del prestito, la banca ha deciso di concedere un tasso di interesse agevolato, con uno «spread» dell’1,90%.

Il Fondo, che ha una dotazione complessiva di 250mila euro, prevede un «moltiplicatore» di valore dieci: i prestiti complessivi quindi potranno arrivare fino a 2 milioni e mezzo di euro.

Ad accogliere le richieste di prestito sarà, in un primo momento, la Caritas diocesana che. spiega il direttore Alessandro Martini, « si è trovata ad intercettare non più solo la marginalità, come avviene di solito nei nostri centri, ma famiglie che appartengono alla cosiddetta “normalità” e che si trovano ad affrontare difficoltà inaspettate. Per far fronte alle richieste che stanno già arrivando, sia per il “Prestito della speranza” della Cei che per questa nuova forma di prestito, abbiamo messo in piedi una bella squadra di tecnici ed esperti che mettono a disposizione la loro professionalità, una forma qualificata di volontariato che ci sembra da sottolineare».

COME si accede al prestito


Le persone interessate ad ottenere i finanziamenti dovranno presentare domanda ad un’apposita commissione costituita dall’Ufficio di Pastorale Sociale e Lavoro e dalla Caritas diocesana. Il modulo può essere scaricato da internet sul sito della diocesi (www.diocesifirenze.it) e della Camera di Commercio e deve essere presentato allo sportello aperto presso la Caritas, in via Faentina 34 a Firenze, tutti i mercoledì dalle 17 alle 19.
La commissione valuterà la presenza dei requisiti richiesti e la concretezza del progetto imprenditoriale ipotizzato. Possono accedere al prestito previsto persone che abitano nel territorio della diocesi, sono membri di una famiglia in difficoltà a causa della perdita del posto di lavoro oppure giovani non ancora inseriti nel mondo del lavoro.

In presenza di valutazione positiva della commissione diocesana, la Banca finanziatrice svolgerà l’istruttoria sul finanziamento e, se l’esito sarà positivo, Fidi Toscana rilascerà la relativa garanzia richiesta.

La restituzione del finanziamento, concesso a tassi competitivi, potrà avvenire entro cinque anni, oltre ad un periodo di preammortamento non superiore ai 12 mesi. La somma minima erogabile sarà di 5mila euro, quella massima 15mila euro per impresa costituita da una singola persona, importo aumentabile fino a 45mila euro per imprese composte da più persone.

17/08/2010

Nuovo Credito al Consumo

nuovi_prestiti.jpgGrazie alla direttiva 2008/48 sul credito al consumo, recepita dal Governo nella riunione del 30 luglio scorso, i consumatori italiani avranno nuovi diritti in sede di stipulazione dei prestiti. La riforma, che entrerà in vigore nel 2011, dopo l'emanazione delle norme secondarie da parte di Banca d'Italia e del Comitato Interministeriale del Credito e Risparmio, costringerà gli intermediari a recepirne i contenuti entro 90 giorni dall'emanazione dei regolamenti attuativi.

L'ambito applicativo della riforma riguarda tutti i contratti stipulati per il credito al consumo e dunque i prestiti finalizzati, quelli personali, dalla cessione del quinto della stipendio o della pensione per importi compresi nella fascia economica dai 200 euro fino a 75 mila euro.

 

Fra le principali novità viene garantito il diritto di recesso del cliente, entro 14 giorni dalla stipulazione del prestito, senza obbligo di moitvazione e con la restituzione del capitale e degli interessi maturati. Nei contratti a tempo indieterminato il diritto non avrà scadenza. Se dunque si acquisterà un auto con prestito dedicato ed entro due settimane si scopre che si poteva stipulare un finanziamento più vantaggioso, sarà sufficiente inviare una raccomandata e rimborsare la somma ricevuta.

 

Anche nel caso di inadempimento del fornitore che offra beni o servizi difetettosi, decadra automaticamente anche il contratto di finanziamento collegato e il consumatore avrà diritto al recesso e al rimborso delle rate pagate.

Gli annunci pubblicitari dovranno essere improntati a criteri di maggiore chiarezza e trasparenza, illustrando chiaramente il tasso d'interesse, le spese e il tasso annuo effettivo globale (la misura di costo del finanziamento), l'importo delle rate e quello del montante finale cioè la somma complessivamente pagata al rimborso dell'ultima rata.

 

L'informativa sarà standardizzata con un modello unico comunitario (Secci, Standard European Consumer Credit Information). Il Consiglio dei Mininistri ha altresì introdotto il divieto agli intermediari commerciali (supermercati, grandi catene di distribuzione) di "promuovere e concludere" i contratti di credit revolving.

Ne consegue che la carta di credito fedeltà non potrà più essere stipulata nel supermarket ma solo ivi reclamizzata; saranno invece gli interemediari finaniziari (banche e società di credito al consumo) a farsi carico dell'operazione formale.

19/11/2009

Prestito della Camera di Commercio di Venezia alle PMI

prestiti_Camera_Commercio_Venezia.jpgSe da un lato l' accesso al credito per molte piccole e medie imprese si è trasformato in un percorso ad ostacoli, irto di difficoltà, dall'altro vanno segnalate anche le iniziative a livello comunitario e nazionale per dare un concreto aiuto alle realtà imprenditoriali che costituiscono la forza economica del Paese.

E' il caso della Camera di Commercio di Venezia che ha promosso un bando per sostenere l' accesso al credito delle pmi della provincia con un finanziamento complessivo di 500 mila euro. L' agevolazione consiste nell'abbattimento del tasso d'interesse applicato all'impresa sul finanziamento e sarà pari a 2,5 punti. Il contributo massimo per ogni impresa non supererà i 3.350 euro. L'agevolazione sarà calcolata sul 50% dei costi ammissibili fino ad un massimo di 100 mila euro.

 

I piani di investimento potranno riguardare il rinnovo delle strutture,l'acquisizione delle attrezzature necessarie per l'esercizio e l'attività di progetti, il sostenimento di costi per l'innovazione tecnologica, acquisti di azienda, compreso il costo dell'avviamento, l'acquisto di scorte o il consolidamento di passività da breve a medio termino o la ristrutturazione del debito.

16/11/2009

Crediti di Esercizio a Imprese Agricole Venete

prestiti_veneto.jpgAmmontano a 4 milioni di euro le risorse previste dal programma della Regione Veneto per il credito di esercizio a favore delle imprese agricole. Il contributo in conto interessi, erogato in un'unica soluzione, sarà concesso per i prestiti agevolabili a breve termine stipulati dalle imprese agricole per sostenere le spese destinate al completamento del ciclo produttivo fino alla vendita dei prodotti.

 

L' agevolazione del prestito sarà calcolata forfettariamente, tenendo presente l'unità di superficie per coltura, per tipologia di prodotto e del numero dei capi allevati. Il prestito di conduzione, della durata massima di 12 mesi, sarà di importo superiore a 10 mila euro per azienda, mentre  l'aiuto finanziario della Regione, stante le disposizioni comunitarie, si dovrà tradurre nella partecipazione "minima" al concorso degli interessi (fino ad un massimo di 2500 euro per l'esercizio in corso e nei due precedenti).

Le domande per l' agevolazione sul prestito di conduzione dovranno essere obbligatoriamente presentate, con procedura telematica, all'agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura entro il 20 novembre 2009, poichè nel mese successivo (22 dicembre) saranno pubblicate le graduatorie delle istanze ammesse al finanziamento.

I soggetti - abilitati a beneficare del contributo - dovranno documentare il possesso dei seguenti requisiti:

  1. lo status di imprenditore agricolo, ex art. 2135 cod.civile, iscritto alla gestione previdenziale agricola Inps come coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale in regola con i relativi versamenti;
  2. l'azienda agrcola, situata in Veneto, dovrà possedere almeno 3 unità di dimensione economica (Ude) in zona montana e 10 Ude nelle altre zone;
  3. iscrizione nella CdC;
  4. iscrizione all'Anagrafe regionale del settore primario;
  5. non rientrare nella categoria delle imprese "in difficoltà", come definite dalla normativa comunitaria.

Se l'impresa agricola ha la diversa forma giuridica di società di persone,cooperativa nella conduzione di terreni e/o allevamenti, di società di capitali, l'oggetto sociale dovrà consistere nell'esercizio esclusivo delle attività agricole di cui all'art. 2135.

 

19/10/2009

Aperture di Credito Documentarie

Aperture_Credito_Documentarie.jpgLe aperture di credito documentarie sono aperture di credito speciali che abbinano una prestazione di servizi alla concessione del finanziamento e possono essere garantite. La banca interviene nel rapporto ritirando per conto del compratore il titolo rappresentativo delle merci, il certificato di assicurazione, i documenti comprovanti la quantità e qualità delle merci e accettando o pagando la tratta emessa dal venditore.

 

Le aperture documentarie presentano due forme tipiche.

Sono revocabili quando la banca accreditante non assume nessuna diretta obbligazione nei confronti del venditore-beneficiario a cui l'istituto spedisce una semplice lettera di avviso per informarlo del prestito concessagli, che può essergli revocata sia su iniziatvia dell'ordinante (cliente della banca che richiede il finanziamento a favore del venditore), sia su iniziativa della banca, la quale è responsabile solo nei confronti del compratore per il suo operato. Essendo assente quindi ogni tutela del venditore questa forma di apertura sta andando in disuso.

 

Quelle irrevocabili sono  invece catterizzate dall'obbligo direttamente assunto dalla banca verso il venditore di mantenere aperto il finanziamento per un dato periodo di tempo. Poichè la banca opera attraverso una sua corrispondente, questa può limitarsi ad informare il beneficiario (vale a dire il venditore delle merci in favore del quale il compratore ha ottenuto l' apertura di credito) mediante una lettera di avviso  o può a sua volta notificare il credito impegnandosi nei suoi confronti.

 

Il venditore, per limitare i propri rischi, ha quindi interesse che il finanziamento sia irrevocabile e confermato. Le banche intervengono attivamente nei rapporti di commercio con l'estero attraverso finanziamenti con l'estero favorendone lo sviluppo. Da un lato infatti i venditori hanno la sicurezza di smobilizzare o realizzare i propri crediti e si assicurano che il compratore esegua il contratto; dall'altro i compratori sono a loro volta garantiti che il venditore abbia eseguito gli impegni assunti.

L'operazione prevede per la banca i seguenti compensi:

a) la provvigione di accreditamento o di conferma, dovuta per la sola concessione dell'apertura.

b) la provvigione di accettazione dovuta all'utilizzo dell'apertura di credito;

c) il rimborso di eventuali spese sostenute.

24/09/2009

Il Credit Rating

credit_rating.jpgLa valutazione del merito creditizio rappresenta sicuramente l'aspetto di maggiore complessità di un corporate bonds. La maggior parte dei corporate bonds sono valutati da una società di rating come Standard & Poor's, Moody's o Fitch.

Tipicamente si distinguono i titoli investment grade, che possiedono un rating BBB o superiore dagli investimenti high yield o junk bonds. Questi ultimi sono considerati titoli speculativi perchgè emessi da società di recente costituzione o con problemi finanziari, oppure perchè l'emittente appartiene ad un settore particolarmente volative o segue strategie particolarmente aggressive.

 

Chiaramente il rendimento richiesto ai titoli high yield è superiore a quello degli investment grade. La qualità del credito nel mercato europeo e in quello italiano in particolare è tipicamente inferiore a quella riscontrata mediamente sul mercato statunitense, a causa del ridotto numero di emittenti e della prevalenza, negli anni più recenti, di emissioni finalizzate al finanziamento di operazioni di finanza straordinaria e di investimenti  di lungo termine.

 

Gli emittenti individuati sono tutte società di grande dimensione già conosciute da investitori, cui si sono rivolte ripetutamente nel periodo considerato, offrendo titoli prevalentemente a tasso fisso, anche se non mancano esempi di emissioni convertibili.

04/09/2009

Linea di Credito Stand-By

linea_di_credito_Standby.jpgUna delle modalità attraverso le quali un pool di banche mette a disposizione una linea di credito utilizzabile secondo modalità prestabilite è la linea di credito stand-by, un finanziamento di ammontare massimo predeterminato con facoltà di utilizzo ripetuto nel tempo anche per ammontari parziali, per durate di prelievo solitamente comprese fra 1 e 6 mesi.

 

Il tasso di interesse è stabilito in relazione ad un parametro di riferimento (Euribor, prime rate ABI, ecc.) maggiorato di uno spread funzione del rischio di credito dell'azienda finanziata e delle condizioni prevalenti sui mercati monetari. Il pagamento degli interessi avviene di norma in corrispondenza del rimborso dei singoli utilizzi della linea di credito. Pertanto, se l'utilizzo è mensile il pagamento è mensile; se l'utilizzo è trimestrale il pagamento sarà trimestrale e così via.

 

In aggiunta al tasso d'interesse, l' azienda finanziata deve corrispondere anche:

  • una commissione riconosciuta alla lead bank per l'organizzazione del pool di banche per la definizione degli aspetti contrattuali;
  • una commissione di mancato utilizzo, corrisposta trimestralmente per la quota non utilizzata della linea di credito (la percentuale richiesta è normalmente dello 0,5%).

 

La linea di credito stand-by si differenzia dall' apertura di credito in conto corrente principalmente perchè nel caso della linea stand-by la revoca dell'affidamento è consentita solo alla fine del periodo contrattualmente stabilito fra le parti. Nel corso della durata del finanziamento la banca s'impegna dunque a mantenere a disposizione dell'impresa una linea di credito che la società può utilizzare secondo le proprie esigenze,  nel rispetto dei limiti stabiliti, corrispondendo un tasso d'interesse ancorato al prime rate o T.U.S. (tasso ufficiale di sconto).

 

Il prenditore decide tempi e modalità di utilizzo del fido concesso; dal canto suo la banca percepisce una commissione di "mancato utilizzo" sulla quota credito di cui la società non si avvale, come compenso per aver mantenuto disponibili i fondi secondo le modalità contrattuali fissate.

 

Le linee stand-by si caratterizzano per la generale assenza di garanzie richieste per la concessione del finanziamento. Può però essere richiesto il rispetto di determinate condizioni fissate per assicurare il rispetto di requisiti di requisiti di solidità economica e finanziaria:  il mantenimento di un determinato grado di leverate o di rapporto fra oneri finanziari e reddito operativo; l'apposizione di limiti alle scelte di politica finanziaria e così via.

03/09/2009

Accordo Unicredit e Associazioni Piccoli Imprenditori

finanziamenti_uinicredit.jpgPer aiutare le piccole imprese artigiane e commercianti che si trovano in difficoltà, è stato siglato ieri a Roma con l' Unicredit un accordo che servirà a sostenere per un periodo di circa 6 mesi oltre 10.000 piccole imprese che altrimenti rischierebbero di chiudere.

 

L'obiettivo è un piano mirato di aiuti alle aziende che, pur essendo sane, rischiano oggi la chiusura per la crisi economica e la carenza di domanda.

 

L'accordo è stato siglato ieri a Roma fra Unicredit e quattro associazioni di categoria: Confartigianato, CNA, Casa ArtigianiConfcommercio. Saranno attivate 80 task force dislocate in varie provincie italiane che - in accordo con ABI, Ministro dell'Economia - avranno il compito di traghettare le imprese fuori dalla crisi.

 

Diversi gli strumenti disponibili: come per l'intervento già descritto per l' Intesa San Paolo,  si potranno sospendere le rate del mutuo, allungare le scadenze a breve termine, chiedere finanziamenti a titolo personale o prestiti per rafforzare il patrimonio aziendale.

Si calcola che in totale la cifra a disposizione sarà vicina ad un miliardo di euro. L'accordo è già operativo: già da questo mese partiranno le prime task force composte da manager di Unicredit e delle associazioni di categoria. Saranno questi gruppi operativi a livello locale a valutare in concreto le situazioni dei singoli imprenditori e dare il via libera agli interventi.

 

Saranno dunque su quei tavoli le discussioni su come concedere il fido o oppure come rinegoziare i fidi e quindi come aiutare le imprese in questo momento di difficoltà.

01/09/2009

Il Deterioramento del Merito Creditizio

deterioramento_merito_creditizio.jpgIl rischio di credito inteso come variazione inattesa del merito creditizio non è legato alla sola possibilità di insolvenza di una parte: anche il semplice deterioramento del merito creditizio è una manifestazione del rischio di credito.

 

Nell' ipotesi di un prestito a tasso fisso, è evidente che - in presenza di un deterioramento del merito creditizio del debitore - il valore di mercato del prestito, determinato dal valore attuale dei flussi di cassa a esso associati, subisce una diminuzione: il valore attuale dei flussi di un'attività finanziaria è teoricamente determinato utilizzando un tasso di sconto che, oltre al tasso risk-free per la scadenza corrispondente, incorpora un premio al rischio che riflette la probabilità di insolvenza della parte. Un deterioramento del merito creditizio di quest'ultima, innalzando tale probabilità, conduce automaticamente ad un corrispondente incremento di tale premio e dunque ad una riduzione del valore di mercato dell'attività.

 

Analogamente, una prestito a variabile, per il quale lo spread rispetto ad un tasso di mercato monetario è prefissato, subisce una diminuzione di valore a fronte di un deterioramento del merito creditizio dell'affidato. In generale, la diminuzione del valore di mercato di un'attività finanziaria conseguente ad un deterioramento del merito creditizio dell'emittente di tale attività risulta tanto maggiore quanto maggiore è la variazione dello spread richiesto dal mercato e quanto maggiore è la vita residua dell'attività. In sintesi, il rischio di credito può essere suddiviso in due componenti: il rischio di insolvenza, che rappresenta il rischio di perdita conseguente all'insolvenza del debitore e il rischio di spread, che rappresente invece il rischio di una perdita conseguente al semplice deterioramento del merito creditizio del debitore, cui seguirebbe un innalzamento dello spread richiesto dal mercato.

 

In base a questa logica il rischio di credito non può essere misurato facendo riferimento alla possibile insolvenza o meno del soggetto, che consentirebbe di cogliere solo il rischio di insolvenza, ma avendo  a riferimento la possibilità che l'insolvenza rappresenta unicamente l'evento estremo, preceduto da altre diverse fasi rivelatrici che questo possa non verificarsi.

06/08/2009

Fido a Ombrello

3213233094_603e19a19b.jpgIl fido a ombrello è una forma di finanziamento rivolta ad un gruppo aziendale la cui durata oscilla fra 1 e 5 anni. La valutazione del rischio di credito da parte delle banche finanziatrici viene effettuata sul gruppo nel suo complesso ed è pertanto ampiamente fondata sull'analisi del bilancio consolidato di gruppo.

 

Le ragioni che possono spingere al ricorso ad un fido a ombrello sono molteplici:

 

1) il finanziamento è estremamente flessibile e permette di adeguare l'utilizzo alle esigenze delle singole società del gruppo. A differenza delle normali operazioni in pool il fido a ombrello si caratterizza per l'assenza di uno specifico limite di fido per le singole imprese del gruppo.

 

2) Il fido a ombrello evita di stupulare condizioni diverse per ciascuna delle società compresen sotto l'egida della holding cui è concesso il fido, perchè i termini contrattuali sono identici per tutte le imprese coinvolte. E' chiaro, d'altra parte, che la gestione a livello internazionale di una linea di credito genera una notevole complessità che solo le holding meglio organizzate riescono ad affrontare.

 

3) La linea di credito non comporta di regola il rilascio di garanzie reali e non è soggetto a revoca durante il periodo concordato.

 

4) Il fido a ombrello consente un elevato grado di autonomia valutaria. Benchè il credito vantato dal gruppo sia denominato in un'unica valuta di riferimento nella sua totalità, i singoli utilizzi possono essere attuati anche in valute diverse, in funzione delle condizioni prevalenti sul mercato.

 

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