13/11/2009

Fondo Preludio di Unipol per le PMI

unipol_merchant_preludio.jpgUnipol Merchant, la banca d'investimento del gruppo Unipol, ha recentemente ottenuto l' ok di Bankitalia per inaugurare un' importante iniziativa nel settore del private equity: si tratta del fondo - denominato Preludio - di 150 milioni di euro col quale il gruppo bancario si avvicinerà non solo al segmento delle società cooperative, ma anche alla realtà dele piccole e medie imprese.

 

Il fondo Preludio, che entrerà a regime nel corso del 2010, sarà in grado di finanziare le aziende "meritevoli", ossia quelle che vantano un business sano ma che a causa dell'attuale fase finanziaria sono in condizione di temporanea illiquidità. L'obiettivo è quello di rafforzare la patrimonialità delle imprese che, pur potendo tracciare prospettive reddituali positive nel medio-lungo periodo, non possono realizzare piani d'investimento, non avendo al momento la possibilità di collocare azioni in Borsa o lanciare bond.

 

Il progetto s'inquadra pertanto in questa prospettiva: Unipol Merchant  sosterrà le aziende e i loro progetti attraverso l'acquisto di quote di capitale. Le quote del fondo saranno offerte in parte agli investitori istituzionali, che saranno interessati a prospettive di rendimento di lungo periodo, in parte sarà la stessa Unipol a rendersi partecipe dell'inziativa con la sottoscrizione di almeno il 15% del fondo.

14/09/2009

Tax Shelter - Rifugio dalle Tasse

tax_shelter.jpgIl Tax Shelter, letteralmente "rifugio dalle tasse" è un'operazione finanziaria che origina dagli Stati Uniti ed è collegata ad operazioni industriali e commerciali che presentano, al tempo stesso, diverse caratteristiche:

1) una vantaggiosa alternativa ai tradizionali canali finanziari ed al sistema bancario;

2) facilità del reperimento di capitali da parte delle aziende.

Questa operazione, per la sua rilevanza internazionale, si è affacciata anche nel panorama finanziario italiano; a puro titolo di esempio sono almeno due le iniziative hce hanno interessato l'economia italiana: quella dell'Ares Serono (multinazionale farmaceutica italiana) e quella delle Industrie aeronautiche e meccaniche Rinaldo Piaggio di Genova.

 

Le imprese che possono trarre vantaggio dal tax shelter sono numerose: società immobiliari, compagnie petrolifere, aziende minerarie, ecc. L'impresa che vuole sviluppare un progetto rischioso ma promettente e non ha capitali sufficienti propone l'iniziativa ad una banca d'affari (merchant bank) o ad una casa di brokeraggio che - se ritiene valida l'iniziativa - promuove la costituzione di una limited partnership, ossia di di una società in accomandita semplice in cui l'impresa promotrice della ricerca è il general partner; compito della banca d'affari è trovare i limited partners ossia i finanziatori.

 L'operazione di finanziamento non ha dunque alcuna similitudine con i prestiti sindacati, dove sono le banche ad operare una concessione congiunta del finanziamento con un unico contratto;

Il costo del progetto è collocato fra i risparmiatori dopo essere stato suddiviso dalla banca d'affari in quote che possono essere di poche migliaia o di vari milioni di dollari.

Trattandosi di un' operazione di finanziamento di rischio, in caso di fallimento della ricerca finanziata, il capitale è totalmente o parzialmente perduto. Perciò - al fine di rendere maggiormente appetibile l'iniziativa ai risparmiatori, la società deve sostenere costi elevati e presentare precise caratteritiche:

1) certificazione del bilancio da una società di auditing;

2) presentazione di un'ampia documentazione alla banca d'affari che svolge una complessa istruttori anche sugli aspetti scentifici del progetto. Normalmente l'istruttoria dura qualche mese ma, se il progetto è particolarmente complesso, può durare anche un anno.

3) divieto di pubblicizzazione del tax shelter durante il suo svolgimento (per non influire sulle scelte dei risparmiatori-finanziatori).

 

Data la rischiosità del tax shelter, normalmente l'operazione non riguarda un singolo progetto, ma un pacchetto di ricerche, alcune delle quali presentano una rischiosità minima.

06/08/2009

Fido a Ombrello

3213233094_603e19a19b.jpgIl fido a ombrello è una forma di finanziamento rivolta ad un gruppo aziendale la cui durata oscilla fra 1 e 5 anni. La valutazione del rischio di credito da parte delle banche finanziatrici viene effettuata sul gruppo nel suo complesso ed è pertanto ampiamente fondata sull'analisi del bilancio consolidato di gruppo.

 

Le ragioni che possono spingere al ricorso ad un fido a ombrello sono molteplici:

 

1) il finanziamento è estremamente flessibile e permette di adeguare l'utilizzo alle esigenze delle singole società del gruppo. A differenza delle normali operazioni in pool il fido a ombrello si caratterizza per l'assenza di uno specifico limite di fido per le singole imprese del gruppo.

 

2) Il fido a ombrello evita di stupulare condizioni diverse per ciascuna delle società compresen sotto l'egida della holding cui è concesso il fido, perchè i termini contrattuali sono identici per tutte le imprese coinvolte. E' chiaro, d'altra parte, che la gestione a livello internazionale di una linea di credito genera una notevole complessità che solo le holding meglio organizzate riescono ad affrontare.

 

3) La linea di credito non comporta di regola il rilascio di garanzie reali e non è soggetto a revoca durante il periodo concordato.

 

4) Il fido a ombrello consente un elevato grado di autonomia valutaria. Benchè il credito vantato dal gruppo sia denominato in un'unica valuta di riferimento nella sua totalità, i singoli utilizzi possono essere attuati anche in valute diverse, in funzione delle condizioni prevalenti sul mercato.

 

01/07/2009

Prestiti Bancari tramite Denaro Caldo

 

finanziamenti_con_Denaro_Caldo.jpgI prestiti bancari tramite denaro caldo sono uno strumento finanziario cui possono far ricorso le aziende per compensare gli squilibri generati dalla gestione quotidiana della liquidità.

Si tratta di una forma di prestito a brevissimo termine, di norma non superiore a 30 giorni. Il denaro caldo costituisce infatti una destinazione cui possono essere diretti, per un periodo di tempo limitato, gli avanzi di tesoreria delle istituzioni creditizie.

Il tasso d'interesse applicato è di solito inferiore al prime rate di 1-2 punti percentuali ed è strettamente correlato alla dinamica dei tassi del mercato interbancario. La minore onerosità è dovuta alla precarietà e alla forte discontinuità che caratterizza questa forma di finanziamento.

 

Ne consegue che il denaro caldo non può essere considerato un surrogato dell' apertura di credito in conto corrente.

 L'offerta di denaro caldo, infatti, è principalmente legata agli eccessi di liquidità delle aziende di credito ovvero al saldo - continuamente mutevole - fra l'ammontare dei fondi raccolti dalla banca e l'ammontare complessivo dei prestiti erogati.

Il rimborso avviene dietro semplice richiesta della banca con un preavviso generalmente pari a 48 ore. La modalità di rientro del denaro caldo si distingue dunque sia da quella tipica dei finanziamenti ordinari, per i quali avviene a scadenze ben definite, sia dall' apertura di credito in conto corrente, per la quale la possibilità di revoca con preavviso è da considerarsi del tutto eccezionale.

 

Le banche tendono a proporre l'offerta di denaro caldo soprattutto alle società holding di gruppi industriali o a società finanziarie, ma sono rari i casi di utilizzo da parte di imprese commerciali di notevoli dimensioni.

20/03/2009

Nessun Credit Crunch ... parola di ABI

 

credit_crunch.jpgL'ABI ha recentemente reso noto che i finanziamenti erogati alle imprese italiane durante il 2008 non hanno subìto alcuna contrazione ma che anzi, nel terzo trimestre dello scorso anno, hanno registrato un incremento di oltre il 6%, malgrado la congiuntura economica che vede un calo del PIL di un punto percentuale ed una contrazione dei nuovi investimenti del 3%.

Le fonti ufficiali, dunque, smentiscono l'ipotesi del credit crunch, cioè di una stretta creditizia, ma un'analisi più approfondita rivela dati contrari: i finanziamenti alle imprese si sono dimezzati dal 2007 al 2008 passando dal 13,2% al 6,6%, anche se nel dicembre dello scorso anno il tasso di crescita dei finanziamenti è cresciuto del 0,6% rispetto al mese di novembre, che si è posizionato su un 6%.

 

Anche negli impieghi al settore privato a famiglie il credit crunch è stato significativo: il tasso di crescita nell'ultimo anno si è più che dimezzato passando dal 10,9% del gennaio 2008 al 3,9% del gennaio 2009. Ancora più consistente la riduzione del tasso di crescita per gli impieghi a medio/lungo termine, destinati cioè ad investimenti o in acquisti di beni durevoli che è passato dall'11,7 al 3,9%.

La peculiarità del fenomeno è che l'attuale domanda di finanziamento delle imprese non è per nuovi investimenti, che, come detto, sono in sensibile calo (il settore metalmeccanico ha registrato -17%), ma per la ristrutturazione del debito.  In sostanza, le imprese attraversano le difficoltà congiunturali che non derivano dal credit crunch, ma dalla mancanza di vendite. Hanno quindi bisogno di allungare l'esposizione che hanno con le banche in attesa di novità sul fronte della domanda.

 

Nel frattempo la Cassa Depositi e Prestiti potrebbe garantire alle pmi un sostegno di 13 miliardi di euro, la metà dei quali potrebbero derivare da un fondo rotativo già esistente. Altri 5 miliardi da un plafond del risparmio postale che, secondo l'amministratore delegato di CdP, Massimo Varazzani, "può essere creato con il vincolo di finanziamento delle pmi,che potrebbero inoltre ricorrere per 2 miliardi ai finanziamenti concessi a basso tasso d'interesse  dalla Banca Europei per gli Investimenti.

 

19/02/2009

Finanziamenti con Capitale Proprio

All'interno di ogni impresa si crea un fabbisogno di mezzi finanziari per creare il collegamento fra le uscite che si sostengono per l'acquisto di fattori produttivi (impianti, automezzi, materie, ecc.) e le successive entrate che si conseguono con la vendita di servizi o prodotti finiti.

Il periodo di tempo necessario affinchè i mezzi finanziari investiti, esaurito il loro ciclo, si convertano nuovamente in danaro prende il nome di ciclo di ritorno del capitale.

 

Tale ciclo è più o meno lungo a seconda del tipo di investimento effettuato. Per esempio, gli investimenti effettuati in merci di facile vendita si trasformano rapidamente in mezzi liquidi; viceversa gli investimenti effettuati in impianti e macchinari vengono realizzati solo gradatamente nel tempo grazie a quella parte dei ricavi che copre i costi riguardanti gli ammortamenti.

I finanziamenti con capitale proprio affluiscono all'impresa con i conferimenti di mezzi effettuati dal proprietario o, in caso di società, dai soci; essi sono costituiti dal capitale di apporto iniziale e dai successivi aumenti di capitale. In questa categoria rientrano inoltre gli utili non prelevati dal proprietario o non distribuiti ai soci in vista in vista di una politica di autofinanziamento.

Non prelevare utili significa non sottrarre mezzi finanziari all'azienda e quindi consentire all'azienda stessa di incrementare il capitale netto.

Le tipiche caratteristiche dei fondi raccolti a titolo di capitale proprio sono le seguenti:

  • i mezzi propri sono soggetti al rischio di impresa;
  • i mezzo propri non comportano un rigido obbligo di remunerazione
  • i mezzi propri non sono soggetti a scadenza. Non si presenta infatti il problema del rimborso ad una determinata scadenza, rimanendo tali mezzi investiti nell'azienda fino alla sua liquidazione.
 

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