02/02/2009
Fondo di Protezione Istituzionale a Tutela dei Risparmiatori
Nella maggior parte dei paesi economicamente progrediti esistono sitemi di garanzia, istituiti dalle autorità centrali o dalle stelle associazioni tra banche, per assicurare ai risparmiatori il rimborso di una percentuale prefissata del loro credito oppure di una somma non superiore ad un certo importo.
Questi sistemi diretti per la protezione dei depositanti possono essere organizzati nell'ambito bancario o ricorrendo a compagnie di assicurazione. In entrambi i casi offrono una garanzia esplicita ma limitata ed hanno un costo trasparente che grava sui beneficiari perchè le banche cercano di trasferirne l'onere sulla clientela.
La soluzione in ambito bancario è quella che viene praticata nella generalità dei casi. Dà luogo alla costituzione di un fondo interbancario al quale le banche contribuiscono in base a criteri uniformi stabiliti da un provvedimento di legge oppure dallo statuto del fondo redatto dalle stesse banche aderenti.
Il Fondo di Protezione a Tutela del Risparmio - istituito su direttiva UE e a cui le banche italiane sono obbligate ad aderire, mentre quelle europee che operano in Italia vi partecipano volontariamente - nasce come soluzione "ombrello" dei conti correnti, dei certificati di deposito e degli assegni nominali: il fondo restituisce a ciascun depositante fino a 103.000 Euro - per ciascun istituto bancario ove si è costituito un conto corrente. Tale cifra raddoppia in caso di cointestazione del conto. una parte (20.000 Euro) andrà versata nei primi 3 mesi dalla liquidazione coatta dell'istituto; la parte restante verrà restituita in base ai tempi della liquidazione stabiliti dai liquidatori.
La soluzione attuabile col ricorso a compagnie assicuratrici comporterebbe il pagamento di premi annui differenziati, adeguati al rischio che ogni banca presenta. Si avrebbe così una suddivisione delle banche fra numerose classi di rischio; ciò potrebbe aggravare le difficoltà delle banche giudicate molto rischiose, per le immancabili reazioni dei clienti che si affretterebbero a spostare i loro depositi verso bance giudicate a basso rischio.
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27/01/2009
Prestiti delle Banche di Credito Cooperativo
Se, da un lato, la tempesta finanziaria ha indotto la maggior parte delle banche a stringere i rubinetti dei prestiti, dalle banche di credito cooperativo arriva un dato in controtendenza: i finanziamenti stanno crescendo al ritmo di due cifre percentuali e lo stesso vale per la raccolta diretta. Un trend che dimostra un ritorno di interesse dei risparmiatori verso la filiale sotto casa e una riscoperta del rapporto diretto con lo sportellista, in risposta al crollo di fiducia verso i grandi gruppi coinvolti nella crisi.
Il consultivo del terzo trimestre 2008, elaborato da Federcasse segnala il segno più davanti ai principali indicatori economici del sistema bcc: il patrimonio cresce del 9,3% rispetto a dodici mesi prima (a quota 17,2 mld. di euro), il numero dei soci del 7,1 % (925,967) e gli impieghi del 12,5% (113,6 mld.).
"A questi dati va aggiungo un incremento del 14% per quanto concerne i finanziamenti alle imprese" rivendica il presidente di Federcasse, Alessandro Azzi, " che dimostra come il nostro sistema sia stato pronto ad accogliere l'invito del governatore di Bankitalia Mario Draghi a non ridurre le erogazioni del credito, in modo da velocizzare l'uscita dalla recessione".
Le imprese che si rivolgono alle BCC sono nella stragrande maggoranza dei casi piccole e medie imprese, "il tessuto di gran lunga maggioritario nel paese. I nostri impieghi rappresentano il 21,6 % del totale finanziato alle imprese artigiane e il 16,1 % erogato alle imprese minori" aggiunge Azzi.
Il sistema delle BCC è composto da 438 banche presenti in tutte le regioni italiane (in 544 comuni rappresentano l'unica realtà bancaria), con 4.044 sportelli e 5,4 milioni di clienti. Un'unica rete organizzativa e tecnologica nata dal modello delle Casse Rurali, che la liberalizzazione bancaria del 1993 ha trasformato in banche di credito cooperativo eliminando il vincolo dell'appartenenza al settore agricolo o artigiano per ottenere la qualifica di soci.
Di fatto, oggi queste realtà possono offrire gli stessi servizi e prodotti degli altri istituti di credito e con qualche tutela in più: al pari delle altre banche, offrono la tutela dei depositi fino a 103 mila euro. Ma dal 2005 hanno costituito una tutela aggiuntiva per la medesima cifra - attraverso il Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti - a garanzia delle obbligazioni emesse dalle stesse Bcc.
" Il prossimo passo sarà la costituzione di un fondo di protezione istituzionale che garantirà i risparmiatori da eventuali default dell'istituto di credito, offrendo in tal modo una copertura illimitata, coprendo tutte le passività bancarie", aggiunge Azzi.
Resta da capire come mai il sistema cooperativo sia in grado di mettere in campo queste misure, proprio mentre sul mercato è in atto un fenomeno di restrizione del credito. " Tradizionalmente, il nostro è un business anticiclico, complice anche il fatto che facciamo finanza per lo sviluppo e non fine a se stessa ", conclude il presidente di Federcasse.
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