27/04/2011

Prestiti Fiditalia sugli Acquisti Mobili Aiazzone/Emmelunga

Fiditalia.jpg

Fiditalia, societa' di credito al consumo del gruppo Societe Generale, ha deciso di autorizzare la restituzione ai Clienti delle RATE dei finanziamenti accesi per l'acquisto di mobili Aiazzone/Emmelunga; cio' a seguito della dichiarazione di fallimento della societa' Panmedia. Lo comunica una nota di Fiditalia.

La restituzione delle rate gia' pagate avverra' in tutti i casi in cui sara' accertata la mancata consegna totale delle merci o la risoluzione del contratto di acquisto per inadempimento di Panmedia. Questa condizione sara' verificata direttamente con il curatore fallimentare.

 

Nel caso di consegne parziali dei mobili, Fiditalia valutera' caso per caso, sempre in accordo con il curatore fallimentare, un'eventuale riduzione del finanziamento, stabilito sulla base del valore della merce effettivamente consegnata da Panmedia.

La societa' sta provvedendo a inviare una comunicazione a tutti i Clienti interessati per illustrare l'iniziativa e i dettagli operativi.

La decisione e' l'ultimo atto di una serie di interventi attivati da Fiditalia a tutela dei Clienti coinvolti.

 

Gia' a partire dal mese di luglio 2010 la societa' ha annullato numerosi contratti di finanziamento e nello scorso mese di marzo ha autorizzato la sospensione del pagamento delle rate, provvedendo alla cancellazione delle segnalazioni negative nei Sistemi di Informazione Creditizia.

 

Inoltre, dai primi di febbraio, Fiditalia e' impegnata attraverso la propria Direzione Affari Legali e Societari in un dialogo costante con le associazioni dei consumatori, finalizzato al confronto e alla definizione di tutte le iniziative volte a tutelare i clienti coinvolti nel dissesto di Aiazzone/Emmelunga.

20/12/2010

Prestiti a PMI

Quello dei prestiti alle Piccole e Medie Imprese è di certo uno dei temi caldi del momento, alla luce della crisi economica: nonostante i numerosi programmi di sostegno e le misure congiunte Governo-ABI - oltre olle iniziative regionali - finora adottate per ridurre la pressione delle rate su prestiti e mutui (ad esempio con la moratoria sui debitri delle Pmi) e per agevolare l'accesso al credito, le difficoltà restano.

Molte piccole aziende denunciano ancora la scarsa collaboratività degli grossi istituti di credito - rispetto alle piccole banche, più flessibili e disponibili all'apertura di nuove linee di credito - gli ostacoli burocratici di Basilea II, che vincola le banche a stabilire requisiti severi in tema di garanzie societarie, e infine la difficoltà di accesso agli stanziamenti.

In pratica, la difficoltà concreta sta proprio nell'accensione di questi tanto necessari prestiti. Per questo si parla di banche sempre più restie alla concessione di finanziamenti, di crisi, e di fondi anti-crisi che non ci sono.

A confermare lamentele e difficoltà finanziarie del momento, palesate da bilanci e sondaggi nei più disparati settori, è anche la valutazione della BCE (Banca Centrale Europea), dalla quale sono emersi due dati significativi.

Il primo riguarda la domanda dei prestiti da parte delle Pmi italiane: in forte aumento. Il secondo, invece, riguarda la disponibilità degli istituti bancari, in relazione alle domande: in forte diminuzione.

Spostandoci nel concreto, è facile individuare quali sono le cause che impediscono a queste imprese di poter avere facile accesso ai finanziamenti.

In cima alla lista, vi sono le garanzie richieste dalle banche, ma anche l'entità, eccessivamente elevata per molti imprenditori, di tassi e costi in generale dei vari finanziamenti.

Pochi prestiti erogati, applicazione di spread terrificanti, pari al 9%, ed ancora difficoltà su difficoltà per le imprese.

Eppure, le possibili alternative per l'accesso agli aiuti economici da parte delle Pmi sarebbero numerose. Dallo sconto di Portafoglio Commerciale all'anticipo su fatture, passando per i prestiti immediati di denaro, apparirebbero infatti come numerose le strade per ottenere un prestito dagli istituti di credito.

Tuttavia, le difficoltà sono palesate dalla realtà. Prima fra tutte, l'impossibilità delle Pmi, come dicevamo, di soddisfare le richieste da parte delle banche, in materia di garanzie. Si è data vita a quello che viene definito credit crunch, ovvero l'inasprimento delle misure necessarie per l'erogazione di finanziamenti, legato alla preoccupazione delle banche in merito alla solvibilità dei clienti.

E allora, se già in principio si guardava con attenzione a fattori quali il business dell'azienda, la sua capacità di rimborsare in futuro il debito, le varie garanzie per la mitigazione del rischio (beni materiali, fidejussioni), tutto oggi è diventato più duro, proprio a causa del credit crunch, ossia la famigerata stretta creditizia.

Il tutto si tramuta in tassi più alti ma anche nell'innalzamento del livello di riserva obbligatoria da parte delle stesse aziende.

Tutto gira intorno a questa "stretta”, insomma. La quale giustificherebbe sia l'irrigidimento dei criteri indispensabili per l'accesso agli aiuti economici, sia l'innalzamento dei costi necessari per avviare il finanziamento, ma anche per mantenerlo sino all'estinzione.

Insomma, chiamarlo "circolo vizioso" probabilmente non sarebbe corretto - poiché tale terminologia non rientrerebbe nella precisa terminologia economica - ma la situazione non è delle più semplici: le banche inaspriscono le loro misure, le aziende non possono soddisfare le richieste delle stesse banche.

In questo tunnel, qualcuno tenta però di correre ai ripari: la Cassa Depositi e Prestiti Bancari, infatti, ha annunciato la riduzione dei tassi d'interesse applicati ai prestiti, diminuendo, inoltre, anche i differenziali sull'Euribor a 6 mesi di 15 basis point.

 

08/11/2010

Prestiti Caritas Toscana

caritas.jpgUn «microcredito» per aiutare quelle persone che, all’interno di famiglie messe in difficoltà dalla crisi economica, vogliono crearsi in proprio una nuova opportunità di lavoro; oppure quei giovani che vogliono entrare nel mondo del lavoro attraverso la strada dell’imprenditorialità.

L’iniziativa era già stata presentata dall’arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori che aveva proposto ai rappresentanti delle istituzioni cittadine e delle categorie economiche e sociali un «Patto per Firenze». Tra le idee che la Chiesa fiorentina metteva allora sul piatto c’era proprio quella di un fondo di garanzia per concedere prestiti a chi, in questo tempo di crisi, vuole crearsi una nuova opportunità di lavoro. Il progetto, portato avanti in questi mesi dal direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale sociale e lavoro, don Giovanni Momigli, e dal direttore della Caritas Alessandro Martini, ha trovato l’adesione di Fidi Toscana e della Camera di Commercio. Sul fronte bancario, è stata coinvolta la Cassa di Risparmio di Firenze che materialmente erogherà i prestiti, oltre alle banche di credito cooperativo presenti sul territorio diocesano, con le quali l’accordo deve essere ancora formalizzato. Si è arrivati così alla firma dell’accordo che ha dato ufficialmente il via all’iniziativa.

 

Molto forte anche il consenso di Fidi Toscana, l’ente presso cui è deopositato il fondo di garanzia della Diocesi e che a sua volta rilascerà alle banche erogatrici del prestito una garanzia in caso di insolvenza. «Un contributo di grande importanza - ha affermato il direttore generale di Fidi Toscana, Giovanni Riccardi - in un settore, quello dell’economia, che ha bisogno di un forte richiamo ai valori etici. Sono sicuro che avrà successo, e che da questi piccoli finanziamenti potranno nascere importanti opportunità di lavoro». Per la Camera di Commercio è intervenuto Gerri Martinuzzi: «Un’idea a cui abbiamo aderito volentieri. Metteremo a disposizione la nostra rete di consulenti, che aiuterà chi vuol creare una nuova impresa, e offriremo un ulteriore contributo che andrà a coprire gli interessi sul prestito per i primi due anni. In questo modo chi inizia una nuova attività avrà all’inizio un periodo in cui non dovrà pagare niente, e tutte le competenze (amministrative, fiscali, teconologiche...) per avviare il lavoro».

 

Importante il ruolo delle banche: come soggetti finanziatori sono stati individuati la Cassa di Risparmio di Firenze, che ha collaborato anche nella definizione degli accordi, e le Banche di Credito Cooperativo presenti nel territorio diocesano, per le quali si stanno perfezionando gli ultimi passaggi. Il direttore generale della Cassa di Risparmio di Firenze, Luciano Nebbia, ha sottolineato la bontà dell’iniziativa che, ha detto, «potrà far entrare nuove persone nel mondo dell’imprenditoria». Proprio per il valore sociale del prestito, la banca ha deciso di concedere un tasso di interesse agevolato, con uno «spread» dell’1,90%.

Il Fondo, che ha una dotazione complessiva di 250mila euro, prevede un «moltiplicatore» di valore dieci: i prestiti complessivi quindi potranno arrivare fino a 2 milioni e mezzo di euro.

Ad accogliere le richieste di prestito sarà, in un primo momento, la Caritas diocesana che. spiega il direttore Alessandro Martini, « si è trovata ad intercettare non più solo la marginalità, come avviene di solito nei nostri centri, ma famiglie che appartengono alla cosiddetta “normalità” e che si trovano ad affrontare difficoltà inaspettate. Per far fronte alle richieste che stanno già arrivando, sia per il “Prestito della speranza” della Cei che per questa nuova forma di prestito, abbiamo messo in piedi una bella squadra di tecnici ed esperti che mettono a disposizione la loro professionalità, una forma qualificata di volontariato che ci sembra da sottolineare».

COME si accede al prestito


Le persone interessate ad ottenere i finanziamenti dovranno presentare domanda ad un’apposita commissione costituita dall’Ufficio di Pastorale Sociale e Lavoro e dalla Caritas diocesana. Il modulo può essere scaricato da internet sul sito della diocesi (www.diocesifirenze.it) e della Camera di Commercio e deve essere presentato allo sportello aperto presso la Caritas, in via Faentina 34 a Firenze, tutti i mercoledì dalle 17 alle 19.
La commissione valuterà la presenza dei requisiti richiesti e la concretezza del progetto imprenditoriale ipotizzato. Possono accedere al prestito previsto persone che abitano nel territorio della diocesi, sono membri di una famiglia in difficoltà a causa della perdita del posto di lavoro oppure giovani non ancora inseriti nel mondo del lavoro.

In presenza di valutazione positiva della commissione diocesana, la Banca finanziatrice svolgerà l’istruttoria sul finanziamento e, se l’esito sarà positivo, Fidi Toscana rilascerà la relativa garanzia richiesta.

La restituzione del finanziamento, concesso a tassi competitivi, potrà avvenire entro cinque anni, oltre ad un periodo di preammortamento non superiore ai 12 mesi. La somma minima erogabile sarà di 5mila euro, quella massima 15mila euro per impresa costituita da una singola persona, importo aumentabile fino a 45mila euro per imprese composte da più persone.

11/10/2010

Prestiti Senza Busta Paga

busta_paga1.jpgSe lo stipendio rappresenta la principale garanzia tale da accedere ad un prestito, come si può ottenerlo senza che si disponga di regolare stipendio o busta paga? Se prima il contratto a tempo indeterminato era garanzia per richiedere e ottenere ciò che si desiderava da ogni istituto di credito, oggi, dopo gli scossoni subiti dall’economia negli ultimi anni e soprattutto dopo la crisi, il mercato sembra cambiato e diventato più flessibile.

Partendo dal presupposto che una finanziaria concede un prestito quando ha sufficiente certezza che colui che lo ha richiesto  sia in grado di poter restituirlo, altrimenti si vedrebbe obbligata ad agire penalmente contro lo stesso, l’alternativa allo stipendio come garanzia è un immobile o un qualsiasi bene o servizio che produca delle entrate e che costituisca per la banca una garanzia sufficiente all'erogazione del prestito, anche senza certezza di uno stipendio a fine mese.

Altra soluzione è quella di percepire un canone di affitto su un immobile di  proprietà. Alcuni istituti di credito, infatti, potrebbero prendere in considerazione l’affitto percepito come un’entrata continuativa buona per concedere il prestito, ma l’importo dovrà essere modesto e proporzionato all’affitto percepito. C’è poi una terza ipotesi per ottenere dei prestiti senza busta paga, negli ultimi anni, applicata in casi particolari da alcune banche.

 

In alcuni casi, un istituto di credito, può valutare la possibilità di concedere dei prestiti senza busta paga nel caso in cui il richiedente sia un correntista presso quella banca da anni e, seppur in assenza di una garanzia reddituale, abbia fatto costantemente versamenti. Ma questo tipo di prestito senza busta paga viene applicato veramente poco in quanto generalmente le banche pretendono una garanzia reddituale o di un immobile.Per ottenere il prestito seguendo questa procedura (il che si consiglia solo in caso di stretta necessità), bisognerà, però, rivolgersi ad istituti bancari o finanziarie che offrano questo servizio di mutui ipotecari per liquidità.

 

L’alternativa sarà stipulare un prestito coobligato, cioè un finanziamento con la presenza di un garante e un fideiussore che a sua volta deve offra garanzie come un lavoro, entrate fisse, un immobile a sua volta, una qualsiasi garanzia che sia sufficientemente solida affinchè la finanziaria conceda il prestito.

 

Rientrano nella categoria categoria di aspiranti prestatari senza busta paga anche i lavoratori in nero. Inoltre, anche in caso di lavori a progetto, o a tempo determinato (in cui la durata del contratto di lavoro non sia sufficiente per estinguere il debito), si devono fornire garanzie aggiuntive.

 

Marianna Quatraro

09/09/2010

Finanziamenti Pronto USO

fin_coop.jpgFon.Coop è il fondo paritetico interoprofessionale nazionale della formazione continua delle cooperative italiane costituito da Agci, Confcooperative e Legacoop insieme a Cgil, Cisl e Uil. La sua mission è finanziare i piani formativi prestentati dalle imprese aderanti. Il fondo che opera dal 2003 associa oltre 12.000 imprese e più di mezzo milione di lavoratore. Nel 2009 hanno chiuso i battenti circa 9 mila imprese italiane, il 23% in più rispetto all'anno precedente. Dati sconfortanti, in particolare per le piccole imprese che costituiscono circa l'85% del tessuto produttivo italiano e che in un periodo di protratta crisi come l'attuale hanno a disposizione pochi strumenti per fronteggiare le difficoltà.

 

Per uscire con successo da questa situazione è indispensabile valorizzare il capitale umano e rafforzare la propria presenza sul mercato. In questo processo ideale un ruolo fondamentale è giocato dalla formazione, la leva più idonea ad accrescere le competenze dei lavoratori.

Fon.Coop ha staziato 510.00 euro per voucher formativi di massimo 1.500 euro destinati ai lavoratori delle imprese con meno di 10 dipendenti.

Il voucher è una modalità che consente alle imprese di scegliere direttamente, presso la struttura formativa di fiducia, la formazione più idonea alle proprie esigenze di crescita. Nel Nord Est in particolare le microimprese aderenti sono 725, di cui solo 49 hanno chiesto ed ottenuto dal Fondo finanziamdenti in piani formativi per un totale di 206.000 euro.

Ricordiamo che gli avvisi settoriali promuovono l'aggregazione della domanda di formazione per settore di attività. Gli avvisi telematici concentrano la domanda di formazione su tematiche che influenzano lo sviluppo delle imprese cooperative. Attualmente è aperto l'avviso 11 che finanzia piani formativi per lavoratori in cassa integrazione e mobilità.

 

L'adesione è gratuita e autorizza il fondo a ricevere i contributi obbligaori versati all'Inps destinati alla riqualificazione professionale (0,30) Maggiori informazione su www.foncoop.com

03/09/2010

Prestiti Personali MyMisura

carige_prestiti_mysura.jpgI prestiti personali sono finanziamenti non finalizzati ed erogati direttamente al cliente richiedente che sottoscrive le richieste di finanziamento presso le agenzie/filiali della banca collocatrice che le inoltra a Creditis S.p.a. Il cliente si impegna a restituire l’importo finanziato secondo un piano di ammortamento finanziario a tasso fisso ed a rate costanti a scadenze concordate, o variabile calcolato in funzione del valore di un parametro di riferimento maggiorato di uno spread. Il finanziamento può essere assistito da garanzie.


Può ricorrere – a discrezione del Cliente – sotto forma di adesione od altra forma di stipula, una polizza assicurativa, a copertura del rimborso del credito derivante dal finanziamento, a fronte dei rischi morte, impiego, infortunio e invalidità .

 

Se il prestito personale é a tasso fisso, esiste un generico rischio di tasso di interesse, derivante dall’impossibilità di beneficiare delle eventuali fluttuazioni dei tassi al ribasso, se il prestito personale è a tasso indicizzato tale rischio non
sussiste. Si possono, inoltre, manifestare rischi legati all’incremento di commissioni e/o spese a carico del cliente dal creditore a fronte di variazioni di costi bancari, postali, ecc.

Nel caso di prestiti a tasso fisso il Tasso Annuo Nominale (TAN) - è il prezzo del prestito con riferimento all’anno civile (divisore 365), pari all’IRS 4Y6M maggiorato di spread: max 12,45%. Valore IRS 4Y6M per agosto 2010: 1,950%. Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG): max 17,08% (esempio su importo e durata media: richiesta euro 11.000 – durata 51 mesi – spese istruttoria euro 110,00 – importo finanziato euro 11.110 – importo rata euro 265,00 – TAN 9,38% - TAEG 10,70%).

 

Sono esclusi dal calcolo del TAEG le spese modifica modalità di rimborso e data pagamento rata, richiesta salto rata, richiesta duplicato documenti, recupero spese produzione ed invio bollettini postali, estinzione anticipata, oneri fiscali, spese connesse ad un eventuale inadempimento, assicurazioni facoltative.

Sono inclusi nel calcolo del TAEG gli interessi calcolati al tasso TAN, spese di istruttoria, commissioni RID per ogni incasso, incasso bollettino postale, emissione ed invio documentazioni periodiche, assicurazioni necessarie per l’applicazione di una offerta.

 

Il cliente può consultare lo specifico Tasso Effettivo Globale medio (TEGM) previsto dall’art. 2 della Legge n. 108/1996 (c.d. “Legge Antiusura”) sul cartello affisso nei locali delle dipendenze e sul sito internet della Società. Il Tasso Effettivo Globale (TEG) del singolo rapporto non sarà mai superiore ai limiti imposti dalla L.108/1996.


Durata: massimo 120 mesi

Spese per la stipula del contratto e la gestione del rapporto - Spese di istruttoria: 5% su importo finanziato conun massimo di euro 500 (cinquecento) Commissioni RID per ogni incasso: euro 1,65 Recupero spese produzione ed invio bollettini postali: euro 10   Incasso bollettino postale: euro 1,20
Modifica modalità di rimborso su richiesta cliente: euro 10 - Modifica data pagamento rata su richiesta cliente: euro 2 - Richiesta salto rata: euro 10 - Emissione/invio documentazioni periodiche: euro zero Spese richiesta duplicato documenti: euro 10,00 Oneri fiscali: imposta di bollo sul contratto ad oggi pari ad
euro 14,62; eventuale imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche alla clientela: quello previsto dalla legge tempo per tempo vigente Estinzione anticipata: 1% del debito residuo fatto salvo quanto previsto dagli artt. 7 e 8 della Legge n. 40/2007, cosiddetta portabilità del finanziamento senza oneri a carico
del debitore.

 

Spese assicurazione facoltativa a copertura del credito CPI: da un minimo del 3,72% ad un massimo del 6,00% dell’importo finanziato, in dipendenza della durata del finanziamento. La quota parte di premio percepita da Creditis è pari al 58% del premio. La quota parte di premio percepita dalla banca collocatrice è pari al 2% del premio. Il
tipo di copertura assicurativa varia in ragione delle caratteristiche del richiedente. Il premio è unico e corrisposto in via anticipata e su richiesta del cliente potrà essere oggetto di finanziamento da parte di Creditis alle stesse condizioni del prestito. In tal caso l’importo finanziato sarà comprensivo del premio per la copertura assicurativa.

 


Il Cliente deve consultare l’apposita documentazione informativa e di trasparenza, prevista dal Regolamento n. 5/2006 ISVAP, a sua disposizione presso le dipendenze della Banca.

 

02/09/2010

Agos Ducato e Federconsumatori

agos_federconsumatori.jpgAgos e Federconsumatori hanno dato vita ad un'importante ad un protocollo d'intesa conciliativa per la risoluzione stragiudiziale delle controversie con i clienti. L’accordo si inserisce all’interno di un importante progetto condiviso e integrato, nato con l’intento di migliorare la relazione con i consumatori attraverso un maggiore impegno nella realizzazione di una comunicazione trasparente ed educativa, finalizzata anche alla promozione di una miglior consapevolezza e conoscenza del mondo del credito al consumo.


Sul fronte contrattuale, inoltre, il Protocollo si propone di definire una procedura che regolamenti eventuali criticità, correlate ai rapporti con i consumatori nel corso delle varie fasi di commercializzazione e stipula dei prodotti finanziari.
Per la prima volta in Italia, il settore del credito al consumo assiste alla nascita di un’azione congiunta allo scopo di delineare una procedura di conciliazione volta a promuovere accordi stragiudiziali dei reclami avanzati dalla clientela per mezzo di Federconsumatori. Ritenendo, infatti, che la soddisfazione e la stima dei consumatori possano essere nutrite e sostenute anche grazie alla definizione dei processi per la risoluzione di eventuali controversie, Agos e Federconsumatori confermano quindi il loro impegno e la loro reciproca collaborazione.


Agos è una società finanziaria che da oltre vent'anni opera sul mercato italiano, proponendo finanziamenti personalizzati presso migliaia di punti vendita convenzionati, prestiti personali, carte di credito e leasing. E’ parte di un grande gruppo internazionale facente capo a Crédit Agricole, che detiene il 61% delle azioni attraverso Sofinco, importante società di credito al consumo francese; il 39% del capitale sociale di Agos appartiene a Banco Popolare. Grazie all’integrazione con Ducato, Agos estende ulteriormente la sua presenza sul mercato diventando il primo operatore nel comparto del credito alle famiglie, presente in modo capillare su tutto il territorio italiano.

La Federconsumatori con la sua presenza su tutto il territorio nazionale attraverso i suoi oltre 800 sportelli, è una associazione autonoma e
democratica di cittadini nella loro qualità di consumatori ed utenti con particolare riguardo a quelli svantaggiati sul piano economico e sociale che ha come scopo esclusivo la tutela di fondamentali diritti quali: la legalità del mercato, la tutela della salute, la sicurezza e la qualità dei prodotti e dei servizi, il diritto ad una informazione corretta ed adeguata, la lealtà e la chiarezza della pubblicità, l’erogazione di servizi di interesse pubblico secondo standard di qualità e di efficienza, la difesa degli interessi economici e patrimoniali.

01/09/2010

Prestiti Finest alle PMI

prestiti_finest.jpgOltre 31 milioni di euro erogati tra partecipazioni (14 milioni) e finanziamenti (17 milioni) rispetto ai quasi 26,5 milioni dell'esercizio precedente ed un utile, dopo gli accantonamenti, in crescita del 12% pari a 3,7 milioni. Sono questi i numeri chiave dell'ultimo bilancio di Finest (i conti sono al 30 giugno), approvati dal consiglio di amministrazione.


Finest è la finanziaria che sostiene le imprese del Nord Est attive nell'Europa orientale. «L'esercizio appena concluso presenta risultati di grande soddisfazione, persino rapportandolo all'esercizio precedente», ha commentato il presidente Michele Degrassi ricordando che le risorse investite da Finest sono cresciute del 17% rispetto al 2007-2008 e del 188% rispetto al 2006-2007.

 

É la dimostrazione - prosegue Degrassi - della fedeltà di Finest alla propria missione di sostegno alle aziende, ancor più in un periodo di contrazione del credito».

 

Partecipata da Friulia Spa, Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento, da Simest e da alcune banche del territorio, e referente del ministero dello Sviluppo Economico, Finest entra in partecipazione con le imprese che espandono il proprio business nei Paesi dell'Europa centro-orientale e balcanica, in Russia e negli altri Paesi della Comunità di Stati indipendenti, nel Nord Asia e nei Paesi baltici e caucasici.

17/08/2010

Nuovo Credito al Consumo

nuovi_prestiti.jpgGrazie alla direttiva 2008/48 sul credito al consumo, recepita dal Governo nella riunione del 30 luglio scorso, i consumatori italiani avranno nuovi diritti in sede di stipulazione dei prestiti. La riforma, che entrerà in vigore nel 2011, dopo l'emanazione delle norme secondarie da parte di Banca d'Italia e del Comitato Interministeriale del Credito e Risparmio, costringerà gli intermediari a recepirne i contenuti entro 90 giorni dall'emanazione dei regolamenti attuativi.

L'ambito applicativo della riforma riguarda tutti i contratti stipulati per il credito al consumo e dunque i prestiti finalizzati, quelli personali, dalla cessione del quinto della stipendio o della pensione per importi compresi nella fascia economica dai 200 euro fino a 75 mila euro.

 

Fra le principali novità viene garantito il diritto di recesso del cliente, entro 14 giorni dalla stipulazione del prestito, senza obbligo di moitvazione e con la restituzione del capitale e degli interessi maturati. Nei contratti a tempo indieterminato il diritto non avrà scadenza. Se dunque si acquisterà un auto con prestito dedicato ed entro due settimane si scopre che si poteva stipulare un finanziamento più vantaggioso, sarà sufficiente inviare una raccomandata e rimborsare la somma ricevuta.

 

Anche nel caso di inadempimento del fornitore che offra beni o servizi difetettosi, decadra automaticamente anche il contratto di finanziamento collegato e il consumatore avrà diritto al recesso e al rimborso delle rate pagate.

Gli annunci pubblicitari dovranno essere improntati a criteri di maggiore chiarezza e trasparenza, illustrando chiaramente il tasso d'interesse, le spese e il tasso annuo effettivo globale (la misura di costo del finanziamento), l'importo delle rate e quello del montante finale cioè la somma complessivamente pagata al rimborso dell'ultima rata.

 

L'informativa sarà standardizzata con un modello unico comunitario (Secci, Standard European Consumer Credit Information). Il Consiglio dei Mininistri ha altresì introdotto il divieto agli intermediari commerciali (supermercati, grandi catene di distribuzione) di "promuovere e concludere" i contratti di credit revolving.

Ne consegue che la carta di credito fedeltà non potrà più essere stipulata nel supermarket ma solo ivi reclamizzata; saranno invece gli interemediari finaniziari (banche e società di credito al consumo) a farsi carico dell'operazione formale.

16/08/2010

Quinto Banco Posta

quinto_bancoposta.jpgNel novero dei prestiti realizzati attraverso la cessione del quinto, Quinto Bancoposta costituisce una tipologia di prestito personale riservato ai lavoratori dipendenti. La concessione del prestito, concesso da Deutsche Bank, prevede una speciale forma di rimborso rateale realizzabile attraverso la cessione nei limiti del quinto dello stipendio mensile o della propria pensione a favore dell'istituto finanziatore per un periodo massimo di 120 mesi.

 

Senza necessariamente aprire un conto corrente bancario o postale il Quinto Banco Posta può essere ammortizzato fino al massimo di 120 rate mensili. Al fine di poter conseguire il prestito, erogato nell'arco di 15 giorni dalla data di accettazione della notifica dell'avvenuta cessione fino ad un quinto della pensione erogata dall’Ente previdenziale, sarà sufficiente recarsi presso gli uffici postali abilitati senza la necessità di doversi rivolgere alle sedi Inps o Inpdap.

 

Il prestito “Quinto BancoPosta“, disponibile presso 1.400 uffici postali in Italia, è offerto da Poste Italiane ai pensionati senza l’applicazione di alcun costo di istruttoria, senza spese per l’incasso mensile della rata.

Nella simulazione di un Pensionato INPDAP di 62 anni con la pensione netta mensile di Euro 1.250 ed una trattenuta mensile sulla pensione di Euro 250 potrà ottenere

Euro 9.909(*) rimborsabili in 48 rate mensili

TAN 7,44%, TEG 7,70%, TAEG 10,02% (comprensivo dei costi assicurativi)


Pe un Pensionato INPS di 62 anni con una pensione netta mensile di Euro 900trattenuta mensile sulla pensione di Euro 180 saranno proposti Euro 8.724(*) rimborsabili in 60 rate mensili

TAN 6,58%, TEG 6,78, TAEG 8,98% (comprensivo dei costi assicurativi)

Tutti gli articoli

 

| Privacy |