20/12/2010

Prestiti a PMI

Quello dei prestiti alle Piccole e Medie Imprese è di certo uno dei temi caldi del momento, alla luce della crisi economica: nonostante i numerosi programmi di sostegno e le misure congiunte Governo-ABI - oltre olle iniziative regionali - finora adottate per ridurre la pressione delle rate su prestiti e mutui (ad esempio con la moratoria sui debitri delle Pmi) e per agevolare l'accesso al credito, le difficoltà restano.

Molte piccole aziende denunciano ancora la scarsa collaboratività degli grossi istituti di credito - rispetto alle piccole banche, più flessibili e disponibili all'apertura di nuove linee di credito - gli ostacoli burocratici di Basilea II, che vincola le banche a stabilire requisiti severi in tema di garanzie societarie, e infine la difficoltà di accesso agli stanziamenti.

In pratica, la difficoltà concreta sta proprio nell'accensione di questi tanto necessari prestiti. Per questo si parla di banche sempre più restie alla concessione di finanziamenti, di crisi, e di fondi anti-crisi che non ci sono.

A confermare lamentele e difficoltà finanziarie del momento, palesate da bilanci e sondaggi nei più disparati settori, è anche la valutazione della BCE (Banca Centrale Europea), dalla quale sono emersi due dati significativi.

Il primo riguarda la domanda dei prestiti da parte delle Pmi italiane: in forte aumento. Il secondo, invece, riguarda la disponibilità degli istituti bancari, in relazione alle domande: in forte diminuzione.

Spostandoci nel concreto, è facile individuare quali sono le cause che impediscono a queste imprese di poter avere facile accesso ai finanziamenti.

In cima alla lista, vi sono le garanzie richieste dalle banche, ma anche l'entità, eccessivamente elevata per molti imprenditori, di tassi e costi in generale dei vari finanziamenti.

Pochi prestiti erogati, applicazione di spread terrificanti, pari al 9%, ed ancora difficoltà su difficoltà per le imprese.

Eppure, le possibili alternative per l'accesso agli aiuti economici da parte delle Pmi sarebbero numerose. Dallo sconto di Portafoglio Commerciale all'anticipo su fatture, passando per i prestiti immediati di denaro, apparirebbero infatti come numerose le strade per ottenere un prestito dagli istituti di credito.

Tuttavia, le difficoltà sono palesate dalla realtà. Prima fra tutte, l'impossibilità delle Pmi, come dicevamo, di soddisfare le richieste da parte delle banche, in materia di garanzie. Si è data vita a quello che viene definito credit crunch, ovvero l'inasprimento delle misure necessarie per l'erogazione di finanziamenti, legato alla preoccupazione delle banche in merito alla solvibilità dei clienti.

E allora, se già in principio si guardava con attenzione a fattori quali il business dell'azienda, la sua capacità di rimborsare in futuro il debito, le varie garanzie per la mitigazione del rischio (beni materiali, fidejussioni), tutto oggi è diventato più duro, proprio a causa del credit crunch, ossia la famigerata stretta creditizia.

Il tutto si tramuta in tassi più alti ma anche nell'innalzamento del livello di riserva obbligatoria da parte delle stesse aziende.

Tutto gira intorno a questa "stretta”, insomma. La quale giustificherebbe sia l'irrigidimento dei criteri indispensabili per l'accesso agli aiuti economici, sia l'innalzamento dei costi necessari per avviare il finanziamento, ma anche per mantenerlo sino all'estinzione.

Insomma, chiamarlo "circolo vizioso" probabilmente non sarebbe corretto - poiché tale terminologia non rientrerebbe nella precisa terminologia economica - ma la situazione non è delle più semplici: le banche inaspriscono le loro misure, le aziende non possono soddisfare le richieste delle stesse banche.

In questo tunnel, qualcuno tenta però di correre ai ripari: la Cassa Depositi e Prestiti Bancari, infatti, ha annunciato la riduzione dei tassi d'interesse applicati ai prestiti, diminuendo, inoltre, anche i differenziali sull'Euribor a 6 mesi di 15 basis point.

 

01/09/2010

Prestiti Finest alle PMI

prestiti_finest.jpgOltre 31 milioni di euro erogati tra partecipazioni (14 milioni) e finanziamenti (17 milioni) rispetto ai quasi 26,5 milioni dell'esercizio precedente ed un utile, dopo gli accantonamenti, in crescita del 12% pari a 3,7 milioni. Sono questi i numeri chiave dell'ultimo bilancio di Finest (i conti sono al 30 giugno), approvati dal consiglio di amministrazione.


Finest è la finanziaria che sostiene le imprese del Nord Est attive nell'Europa orientale. «L'esercizio appena concluso presenta risultati di grande soddisfazione, persino rapportandolo all'esercizio precedente», ha commentato il presidente Michele Degrassi ricordando che le risorse investite da Finest sono cresciute del 17% rispetto al 2007-2008 e del 188% rispetto al 2006-2007.

 

É la dimostrazione - prosegue Degrassi - della fedeltà di Finest alla propria missione di sostegno alle aziende, ancor più in un periodo di contrazione del credito».

 

Partecipata da Friulia Spa, Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento, da Simest e da alcune banche del territorio, e referente del ministero dello Sviluppo Economico, Finest entra in partecipazione con le imprese che espandono il proprio business nei Paesi dell'Europa centro-orientale e balcanica, in Russia e negli altri Paesi della Comunità di Stati indipendenti, nel Nord Asia e nei Paesi baltici e caucasici.

07/09/2009

Fondi Strutturali dell'Unione Europea

fondi_strutturali_unione_europea.jpgL' Unione Europea fornisce assitenza alle imprese degli Stati membri e dei paesi candidati all'adesione attraverso varie formule. Esaminiamo in questo post i c.d. fondi strutturali, che costituiscono una tra le più importanti fonti di finanziamento per le PMI.

 

I fondi strutturali sono stati ideati nell'intento di contribuire a ridurre le disparità nello sviluppo regionale e promuovere la coesione economica e sociale nell'Unione europea. La Commissione Europea cofinanzia pertanto operazioni a livello regionale e orizzontale negli Stati membri mediante programmi relativi ad agricoltura, politica regionale, occupazione e questioni sociali. Per migliorare l'efficacia dei provvedimenti di natura strutturale nell'ultimo triennio sono stati fissati tre obiettivi, nell'ambito dei quali sono previsti provvedimenti specifici per le PMI.

1) Sviluppo delle regioni meno favorite, attraverso lo sviluppo ed il rafforzamento delle strutture a sostegno delle PMI.

2) Rilancio delle regioni in difficoltà, promuovendo l'imprenditoria ed occasioni alternative di lavoro nelle regioni in cui le industrie tradizionali su larga scala sono in fase di declino.

3) Modernizzazione dei sistemi di formazione ed incremento dell'occupazione attraverso lo sviluppo delle risorse umane.

 

Gli obiettivi dei fondi strutturali sono realizzati per mezzo di quattro strumenti finanziari che vengono utilizzati per finanziare sia i programmi di iniziativa nazionale (Programmi Operativi Regionali e Programmi Operativi Nazionali) sia i quattro programmi di iniziativa comunitaria, sia le iniziative innovative.

I quattro strumenti finanziari sono:

Il FESR (Fondo Europeo di sviluppo regionale) che finanzia infrastrutture, investimenti in grado di creare posti di lavoro, progetti di sviluppo locale e iniziative a sostegno delle imprese.

Il FSE (Fondo sociale europeo) promuove la reintegrazione di disoccupati e gruppi svantaggiati nel mercato del lavoro finanziando programmi di formazione e di sostegno all'assunzione.

Lo SFOP (Strumento finanziario di orientamento della pesca) aiuta ad adeguare e modernizzare il settore della pesca a cui si voglia dare una nuova destinazione d'uso.

Il FEAOG (Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia) è destinato a supportare lo sviluppo dell'agricoltura e del settore agro-industriale, ma anche la riconversione del settore agricolo.

 

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