02/04/2010

Prestiti Facili sul Web

prestitionline.jpgIl prestito è servito sul Web, ma a quali rischi? Se per ottenere un finanziamento oggi bastano una busta paga ed una connessione Internet, rischiare di indebitarsi fino al collo è altrettanto semplice.
L'allarme lanciato da Adiconsum riguarda i prestiti facili concessi dalle finanziarie online, che farebbero crescere il rischio di insolvenza. A tal proposito l'associazione torna a chiedere all'Abi e all'Assofin di sottoscrivere un accordo per estendere alle famiglie la moratoria del credito concessa alle imprese.

 

Il rischio di default è dietro l'angolo soprattutto se non si presta sufficiente attenzione al tasso di interesse applicato, spesso ai confini con l'usura o non si conoscono gli indicatori che quantificano il finanziamento.

Molte delle finanziarie prese in esame da Adiconsum, legalmente iscritte all'Ufficio Italiano Cambi e associate all'Assofin, l'associazione di categoria, utilizzano slogan spesso fuorvianti.
Sebbene per ottenere un prestito sia sufficiente avere una busta paga, sono anche previste formule per chi non possa dimostrare il proprio reddito, per sottoscrivere diversi finanziamenti.

Massima flessibilità dunque per il cliente che può permettersi di saltare una rata, modificarne l'importo, variare la durata del prestito, ma anche estinguere anticipatamente senza pagare alcuna penale, con il rischio però di alimentare il proprio "appetito" consumistico. Il problema principale è che diverse finanziarie consentono il finanziamento anche a chi ne ha uno già in essere. Così, lasciandosi un po' prendere la mano, si può partire da un elettrodomestico, passare a una vacanza esotica e finire con il perdere la testa per una macchina nuova.

 

Il tasso di interesse

 

Punto focale del finanziamento è naturalmente il tasso di interesse applicato, che non deve passare in secondo piano rispetto alle vantaggiose condizioni sbandierate dalla finanziaria di passaggio. E' infatti fondamentale che l'utente si confronti con il TAN, il tasso annuale, e il TAEG, il tasso annuo effettivo globale. Questi due indicatori quantificano il tasso di interesse di un prestito personale. Sebbene il primo sia il più pubblicizzato è anche il meno importante. E' infatti il TAEG ossia il "tasso annuo effettivo globale" quello che misura tutta una serie di oneri, che di solito sono presenti, tipo le spese di istruttoria della pratica per il finanziamento, spese di assicurazione e garanzia, spese di riscossione delle rate.

Il calcolo del TAEG, ora Indice Sintetico di Costo (ISC), non è molto facile, anche se si tratta di trovare quel tasso di interesse che rende uguali la somma del credito concesso al cliente, con la somma complessiva che il cliente dovrà rimborsare alla scadenza.

 

Un esempio

 

Una simulazione di Adiconsum ha dimostrato come sia semplice accendere più prestiti simultaneamente rischiando di trovarsi a breve in difficili situazioni di insolvenza. Con una busta paga da 1.600 euro nette, si possono infatti ottenere crediti da ben tre finanziarie, per una vacanza, l'acquisto di un'auto e la ristrutturazione di una casa. Rispettivamente, 5.000 euro in 48 rate da 125,10 euro, 25.000 euro in 84 rate da 401,60 euro, 30.000 euro in 84 rate da 482 euro. In totale, fanno 60.000 euro con una rata mensile complessiva di 1008,70 euro e 20.227,20 euro di interessi.

 

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