03/09/2010
Prestiti Personali MyMisura
I prestiti personali sono finanziamenti non finalizzati ed erogati direttamente al cliente richiedente che sottoscrive le richieste di finanziamento presso le agenzie/filiali della banca collocatrice che le inoltra a Creditis S.p.a. Il cliente si impegna a restituire l’importo finanziato secondo un piano di ammortamento finanziario a tasso fisso ed a rate costanti a scadenze concordate, o variabile calcolato in funzione del valore di un parametro di riferimento maggiorato di uno spread. Il finanziamento può essere assistito da garanzie.
Può ricorrere – a discrezione del Cliente – sotto forma di adesione od altra forma di stipula, una polizza assicurativa, a copertura del rimborso del credito derivante dal finanziamento, a fronte dei rischi morte, impiego, infortunio e invalidità .
Se il prestito personale é a tasso fisso, esiste un generico rischio di tasso di interesse, derivante dall’impossibilità di beneficiare delle eventuali fluttuazioni dei tassi al ribasso, se il prestito personale è a tasso indicizzato tale rischio non
sussiste. Si possono, inoltre, manifestare rischi legati all’incremento di commissioni e/o spese a carico del cliente dal creditore a fronte di variazioni di costi bancari, postali, ecc.
Nel caso di prestiti a tasso fisso il Tasso Annuo Nominale (TAN) - è il prezzo del prestito con riferimento all’anno civile (divisore 365), pari all’IRS 4Y6M maggiorato di spread: max 12,45%. Valore IRS 4Y6M per agosto 2010: 1,950%. Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG): max 17,08% (esempio su importo e durata media: richiesta euro 11.000 – durata 51 mesi – spese istruttoria euro 110,00 – importo finanziato euro 11.110 – importo rata euro 265,00 – TAN 9,38% - TAEG 10,70%).
Sono esclusi dal calcolo del TAEG le spese modifica modalità di rimborso e data pagamento rata, richiesta salto rata, richiesta duplicato documenti, recupero spese produzione ed invio bollettini postali, estinzione anticipata, oneri fiscali, spese connesse ad un eventuale inadempimento, assicurazioni facoltative.
Sono inclusi nel calcolo del TAEG gli interessi calcolati al tasso TAN, spese di istruttoria, commissioni RID per ogni incasso, incasso bollettino postale, emissione ed invio documentazioni periodiche, assicurazioni necessarie per l’applicazione di una offerta.
Il cliente può consultare lo specifico Tasso Effettivo Globale medio (TEGM) previsto dall’art. 2 della Legge n. 108/1996 (c.d. “Legge Antiusura”) sul cartello affisso nei locali delle dipendenze e sul sito internet della Società. Il Tasso Effettivo Globale (TEG) del singolo rapporto non sarà mai superiore ai limiti imposti dalla L.108/1996.
Durata: massimo 120 mesi
Spese per la stipula del contratto e la gestione del rapporto - Spese di istruttoria: 5% su importo finanziato conun massimo di euro 500 (cinquecento) Commissioni RID per ogni incasso: euro 1,65 Recupero spese produzione ed invio bollettini postali: euro 10 Incasso bollettino postale: euro 1,20
Modifica modalità di rimborso su richiesta cliente: euro 10 - Modifica data pagamento rata su richiesta cliente: euro 2 - Richiesta salto rata: euro 10 - Emissione/invio documentazioni periodiche: euro zero Spese richiesta duplicato documenti: euro 10,00 Oneri fiscali: imposta di bollo sul contratto ad oggi pari ad
euro 14,62; eventuale imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche alla clientela: quello previsto dalla legge tempo per tempo vigente Estinzione anticipata: 1% del debito residuo fatto salvo quanto previsto dagli artt. 7 e 8 della Legge n. 40/2007, cosiddetta portabilità del finanziamento senza oneri a carico
del debitore.
Spese assicurazione facoltativa a copertura del credito CPI: da un minimo del 3,72% ad un massimo del 6,00% dell’importo finanziato, in dipendenza della durata del finanziamento. La quota parte di premio percepita da Creditis è pari al 58% del premio. La quota parte di premio percepita dalla banca collocatrice è pari al 2% del premio. Il
tipo di copertura assicurativa varia in ragione delle caratteristiche del richiedente. Il premio è unico e corrisposto in via anticipata e su richiesta del cliente potrà essere oggetto di finanziamento da parte di Creditis alle stesse condizioni del prestito. In tal caso l’importo finanziato sarà comprensivo del premio per la copertura assicurativa.
Il Cliente deve consultare l’apposita documentazione informativa e di trasparenza, prevista dal Regolamento n. 5/2006 ISVAP, a sua disposizione presso le dipendenze della Banca.
18:37
Scritto da: dadomail69
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22/04/2010
Prestiti e Mutui col Contagocce
L' accesso al credito è sempre più arduo non solo per imprese o azienda ma anche per le famiglie o le giovani coppie. Trovare un finanziamento per l' acquisto della casa ormai è quasi una rarità. Tra quelle monitorate da MutuiOnLine, erano 11 le banche nel 2007 che proponevano un mutuo per l'intero valore dell'immobile: ora sono diventate tre. Una difficoltà che si trasforma in ostacolo (quasi) insormontabile quando la richiesta di un finanziamento o di un mutuo arriva da chi non ha un impiego stabile o da chi un lavoro l'ha perso e ha deciso di mettersi in proprio.
Per un appartamento del valore di 200mila euro, allo sportello di Intesa Sanpaolo, è possibile per il richiedente (dipendente a tempo indeterminato) un mutuo al 100%, con rata mensile, ad un tasso fisso al 6,2% per un mutuo trentennale, di 1.225 euro al mese. Considerato che la rata non può essere superiore a un terzo del reddito mensile, il soggetto che intende comprare (e indebitarsi) deve guadagnare dal lavoro a tempo indeterminato almeno 3.600 euro al mese. Sono evidentemente condizioni (impiego dipendente stabile e buon salario) non proprio comunissime per gli attuali trentenni; l'alternativa è abbassare la soglia del finanziamento, scendendo all'80%, il che significa già avere una propria disponibilità di 40mila euro a cui aggiungere i 160mila prestati dalla banca. La rata, sempre scegliendo un mutuo trentennale, scende a circa 930 euro con un tasso fisso al 5,7%
Un trentenne, invece, interessato a comprare casa con la propria compagna, con un lavoro non stabile, alla banca Monte dei Paschi di Siena potrà disporre di un finanziamento all'80%; un mutuo variabile con un tetto (il tasso massimo applicabile è il 5,5%) e con una rata mensile di poco più di 700 euro. Ma, trattandosi di lavoratore a tempo, è necessario che ci sia un garante. Senza uno dei genitori e soprattutto dalla sua busta paga o della sua pensione,non si potrà altrimenti accedere al mutuo.
Nella filiale di Unicredit lavoratori (dipendenti o autonomi) con contratti a termine o a progetto potranno disporre un finanziamento che può arrivare al 70% del valore dell'immobile (l'80% se si ha una continuità lavorativa di 60 mesi), fino a un massimo di 200mila euro. E con un mutuo a trent'anni i primi venti sono a tasso fisso e gli altri dieci variabili. Ipotizziamo un mutuo di 150mila euro a vent'anni, tasso fisso a 6,40%, la rata mensile sarà quasi 1.200 euro (polizza assicurativa inclusa).
Nel tour non manca una banca straniera: una filiale di Barclays. La coppia interessata all'acquisto è composta da un autonomo e da una precaria. Si oscilla fra una rata per un mutuo a tasso variabile di 619 euro e una con finanziamento a tasso fisso di quasi 900 euro. Tutto bene? Non proprio perché l'autonomo deve essere "di lungo corso". Quindi, senza una documentazione fiscale che accerti redditi da qualche anno, possono sorgere problemi. Ad esempio, se il soggetto ha perso il lavoro l'anno precedente e ha scelto di mettersi in proprio a inizio 2009, la certezza del mutuo di pochi istanti prima si trasforma in una probabilità su cui bisogna valutare. Così la cima della montagna è sempre lì in alto.
13:33
Scritto da: dadomail69
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02/04/2010
Prestiti Facili sul Web
Il prestito è servito sul Web, ma a quali rischi? Se per ottenere un finanziamento oggi bastano una busta paga ed una connessione Internet, rischiare di indebitarsi fino al collo è altrettanto semplice.
L'allarme lanciato da Adiconsum riguarda i prestiti facili concessi dalle finanziarie online, che farebbero crescere il rischio di insolvenza. A tal proposito l'associazione torna a chiedere all'Abi e all'Assofin di sottoscrivere un accordo per estendere alle famiglie la moratoria del credito concessa alle imprese.
Il rischio di default è dietro l'angolo soprattutto se non si presta sufficiente attenzione al tasso di interesse applicato, spesso ai confini con l'usura o non si conoscono gli indicatori che quantificano il finanziamento.
Molte delle finanziarie prese in esame da Adiconsum, legalmente iscritte all'Ufficio Italiano Cambi e associate all'Assofin, l'associazione di categoria, utilizzano slogan spesso fuorvianti.
Sebbene per ottenere un prestito sia sufficiente avere una busta paga, sono anche previste formule per chi non possa dimostrare il proprio reddito, per sottoscrivere diversi finanziamenti.
Massima flessibilità dunque per il cliente che può permettersi di saltare una rata, modificarne l'importo, variare la durata del prestito, ma anche estinguere anticipatamente senza pagare alcuna penale, con il rischio però di alimentare il proprio "appetito" consumistico. Il problema principale è che diverse finanziarie consentono il finanziamento anche a chi ne ha uno già in essere. Così, lasciandosi un po' prendere la mano, si può partire da un elettrodomestico, passare a una vacanza esotica e finire con il perdere la testa per una macchina nuova.
Il tasso di interesse
Punto focale del finanziamento è naturalmente il tasso di interesse applicato, che non deve passare in secondo piano rispetto alle vantaggiose condizioni sbandierate dalla finanziaria di passaggio. E' infatti fondamentale che l'utente si confronti con il TAN, il tasso annuale, e il TAEG, il tasso annuo effettivo globale. Questi due indicatori quantificano il tasso di interesse di un prestito personale. Sebbene il primo sia il più pubblicizzato è anche il meno importante. E' infatti il TAEG ossia il "tasso annuo effettivo globale" quello che misura tutta una serie di oneri, che di solito sono presenti, tipo le spese di istruttoria della pratica per il finanziamento, spese di assicurazione e garanzia, spese di riscossione delle rate.
Il calcolo del TAEG, ora Indice Sintetico di Costo (ISC), non è molto facile, anche se si tratta di trovare quel tasso di interesse che rende uguali la somma del credito concesso al cliente, con la somma complessiva che il cliente dovrà rimborsare alla scadenza.
Un esempio
Una simulazione di Adiconsum ha dimostrato come sia semplice accendere più prestiti simultaneamente rischiando di trovarsi a breve in difficili situazioni di insolvenza. Con una busta paga da 1.600 euro nette, si possono infatti ottenere crediti da ben tre finanziarie, per una vacanza, l'acquisto di un'auto e la ristrutturazione di una casa. Rispettivamente, 5.000 euro in 48 rate da 125,10 euro, 25.000 euro in 84 rate da 401,60 euro, 30.000 euro in 84 rate da 482 euro. In totale, fanno 60.000 euro con una rata mensile complessiva di 1008,70 euro e 20.227,20 euro di interessi.
13:11
Scritto da: dadomail69
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24/04/2009
Prestiti Interbancari
Nell'ambito dei rapporti fra banche vengono aperti dei conti correnti di corrispondenza reciproci, in quanto le aziende di credito li utilizzano per concedersi credito vicendevolmente e per regolare mediante una serie di accrediti e di addebiti i molteplici servizi che si prestano scambievolmente per eseguire le istruzioni ricevute dalla clientela (incassi, pagamenti assegni, trasferimento fondi, riscossioni e pagamenti per conto di terzi, ecc).
I finanziamenti che le banche si concedono attraverso i conti correnti interbancari sono comode linee di credito che oggi rappresentano la principale operazione derivata di provvista fondi.
Lo sviluppo di questi prestiti fra banche in conto corrente, che hanno una durata che può andare da pochissime ore fino ad alcuni mesi, ha fatto notevolmente diminuire l'importanza delle classiche operazioni derivate di provvista attuate tramite il risconto di cambiali o le anticipazioni garantite da titoli presso la Banca d'Italia.
I tassi interbancari, ossia i prezzi che le banche applicano ai fondi che si prestano in conto corrente, oscillano frequentemente in base alla maggiore o minore liquidità del sistema bancario e le loro quotazioni sono riportate giornalmente sulla stampa del settore.
07:05
Scritto da: dadomail69
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30/03/2009
Prestiti Banca Sella per Lavoratori Cassa Integrazione
Anche le ultime stime rese note dal Centro Studi di Unioncamere, che indica altri 89 mila disoccupati nel primo trimestre del 2009, fanno intuire come l'impatto della crisi economica sul mercato del lavoro renderà, nei prossimi mesi, ancora più frequente l'uso della cassa integrazione. Di qui la necessità per le famiglie di avere nuovi strumenti più flessibili per accedere al mondo del credito.
Il Gruppo Banca Sella propone ai lavoratori in cassa integrazione una nuova formula di prestito accessibile fino a 5.000 euro, senza spese e da restituire dopo un anno.
Silvana Terragnolo, responsabile crediti di Banca Sella, spiega che lo scopo del prestito è ridare fiducia e soprattutto mezzi concreti ai lavoratori in cassa integrazione, per aiutarli a far fronte a tutte le necessità del bilancio personale e familiare nel periodo di attuale congiuntura economica.
La richiesta di finanziamento, che verrà evasa nell'arco di 48 ore dalla consegna di tutti i documenti necessari, non prevede - come indicato - spese di istruttoria e dovrà essere rimborsata a distanza di un anno in un'unica soluzione al tasso di interesse del 2,5% (tasso BCE più 1%).
A titolo esemplificativo, un prestito di 5 mila euro, verrà rimborsato dopo un anno a 5.125 euro (TAN e TAEG 2,5%). Maggiori informazioni sono disponibili presso gli sportelli delle banche del gruppo in oltre 20 filiali.
07:25
Scritto da: dadomail69
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13/03/2009
Prestiti delle Camere di Commercio
Anche le Camere di Commercio si attivano a favore delle medie e piccole imprese. Ammonta a 200 milioni di euro l'impegno finanziario messo in campo utilizzando risorse proprie per sostenere l'accesso al credito con interventi diretti principalmente a irrobustire l'attività di garanzia fornita dai Confidi, riducendo il differenziale del costo del danaro esistente fra le imprese di differenti dimensioni e tra i diversi territori.
I 200 milioni di finanziamenti, a titolo di contributo straordinario, vanno a sommarsi ai 38 milioni di quello ordinario già stanziati per il 2008 e che ogni anno le Camere erogano ai Confidi. I prestiti straordinari delle Camere di Commercio consentiranno alle imprese di accedere a finanziamenti pari ad almeno 4 miliardi di euro. Si tratta solo di un primo passo.
Altre misure sono infatti allo studio sia per il sostegno finanziario alle imprese in difficoltà, sia per sostenere iniziative di microcredito per chi vuole avviare una nuova impresa.
07:22
Scritto da: dadomail69
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11/03/2009
Valutazione dei Rischi nei Prestiti Bancari
La concessione di un prestito bancario risponde contemporaneamente a due esigenze: da un lato impiegare i fondi raccolti attraverso i depositi e, dall'altro, quello dei clienti di ottenere finanziamenti o prestiti per far fronte alle proprie esigenze o necessità di gestione..
Attraverso la concessione di credito le banche fanno affluire il risparmio alle aziende di produzione, favoriscono il progresso economico, la formazione del reddito e l'occupazione; ma poichè i fondi affidati sono quelli dei risparmiatori, devono necessariamente perseguire una politica del credito cauta ed accorta, dovendo circoscrivere
- i rischi economici di insolvenza dei clienti affidati
- i rischi finanziari di immobilizzo dei prestiti concessi;
- i rischi economici di anelasticità.
Il rischio di insolvenza è legato alla eventuale incapacità del cliente finanziato di far fronte agli impegni assunti. Il rischio di immobilizzo si verifica quando il cliente, pur possedendo un patrimonio in grado di coprire i debiti, si trova in una situazione di illiquidità da non riuscire a far fronte regolarmente ai rimborsi. Il rischio di anelasticità è legato alle condizioni tecniche del prestito, che in seguito a variazioni nella situazione di mercato dei capitali può risultare non più conveniente, come ad esempio la mancanza di clausole contrattuali che permettano la rinegoziazione del tasso d'interesse pattuito inizialmente.
La banca dovrà procedere ad un'approfondita valutazione
- della consistenza patrimoniale del cliente,
- delle sue capacità reddituali
- dela situazione organizzativa e funzionale della sua azienda
- delle sue doti di moralità e correttezza commerciale
- delle sue esigenze finanziarie e degli impieghi che intende dare ai fondi ottenuti;
- della sua situazione debitoria nei confronti di altri creditori.
07:25
Scritto da: dadomail69
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09/03/2009
Istruttoria nei Prestiti: Indagini Esterne
Dopo aver ricevuto la richiesta di concessione di fido, la banca affida l' istruttoria all'Ufficio Fidi. Nelle grandi banche l'Ufficio Fidi dispone di funzionari specializzati per settori di attività economica, detti settoristi, che seguono stabilmente le aziende di un dato ramo e sono in grado di valutare la posizione di ciascun richiedente. Nelle piccole banche i funzionari i occupano di più settori economici, spesso conoscono personalmente i richiedenti e sanno perciò coglierne informazioni dettagliate e minuziose.
Le indagini sono svolte sia all'esterno, sia all'interno dell'azienda. Ci occupiamo in questo post del primo profilo, dovendo dedicare - per la maggiore complessità - uno specifico articolo al secondo.
Le indagini esterne consentono di raccogliere informazioni sulla moralità e sui precedenti commerciali del richiedente. A tale scopo la banca, oltre che del proprio personale, si avvale di informatori privati ed anche di agenzie di informazione commerciale. Ricorre inoltre all'esame del bollettino dei protesti, pubblicato quindicinalmente da ogni Camera di Commercio e che contiene l'elenco delle persone e delle società protestate.
Altre ricerche vengono svolte presso gli uffici catastali e ipotecari, presso la cancelleria del tribunale, presso la Camera di Commercio e presso qualunque altra possibile fonte di informazioni (Gazzetta Ufficiale, Bollettino Ufficiale delle Società per Azioni e Responsabilità Limitata e così via).
Il controllo dei fidi multipli viene effettuato avanzando richiesta di informazioni alla Centrale dei rischi, onde verificare l'esistenza di fidi concessi ad altre banche ed il loro grado di utilizzo.
Se la banca ha già intrattenuto rapporti con il richiedente è in grado di trarre numerose informazioni dal comportamento passato (puntualità nei pagamenti, movimento dei conti, utilizzo dei fidi, ecc.).
Possiamo accennare, in questo post, che le indagini interne si concretano nelle analisi di bilancio per indici e per flussi e nella verifica dell'estistenza di beni e della credibilità dei valori dichiarati dall'azienda che ha presentato la richiesta di fido. Tali verifiche si estendono anche ai beni offerti in garanzia da terze persone.
02:00
Scritto da: dadomail69
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06/03/2009
Prestiti in Valuta
L'intervento delle banche nei nel credito del commercio estero serve a controllare la corretta esecuzione delle operazioni e a fare in modo che i movimenti valutari si svolgano secondo le modalità indicate dalle autorità centrali.
Le disposizioni che regolano il settore valutario sono soggette a frequenti variazioni, in funzione dell'andamento economico del paese, ed alternano fasi di accentuata restrizione (regolamentazione) ad altre di maggiore larghezza (deregolamentazione).
Le esportazioni con regolamento posticipato e le importazioni con regolamento anticipato prevedono spesso un prestito obbligatorio in valuta da parte della banca abilitata. Tale finanziamento corrisponde ad una percentuale dell'importo della fattura, più o meno elevata a seconda dei termini di pagamento, e serve ad impedire speculazioni sulle oscillazioni del corso dei cambi.
Ad esempio, un esportatore italiano che fattura ad un cliente americano merci per 50.000 dollari con regolamento a 90 giorni, può essere tenuto a richiedere subito un prestito bancario in dollari pari ad una certa percentuale del suo credito e che viene addebitato per un importo in dollari in un particolare " conto finanziamento in valuta " ed accreditato del controvalore in Euro al cambio del giorno sul suo conto corrente di corrispondenza.
Così, su una parte del suo credito, non potrà beneficiare di un eventuale rialzo della quotazione del Dollaro rispetto all'Euro, nè essere danneggiato da un ipotetico ribasso. Alla scadenza del credito, la banca introita da una sua corrispondente americana i 50.000 Dollari della fattura, che utilizza in parte per estinguere il prestito in valuta (sul quale sono maturati interessi a carico dell'esportatore) registrando la differenza a credito del suo cliente.
La banca, per ogni accensione di prestito in valuta estera, oltre ad emettere le normali note contabili di addebito e di accredito per il cliente, deve effettuare la segnalazione all'Ufficio Italiano Cambi utilizzando un apposito modulo valutario di notifica bancaria sul quale vengono riportati gli estremi dell'operazione (data, tipo di merce, nomi dell'esportatore e dell'importatore, ecc.).
07:30
Scritto da: dadomail69
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05/03/2009
Prestiti con Venture Capital
I Venture Capital rappresentano forme di sostegno finanziario che si sono dimostrate particolarmente utili per portare al successo nuove iniziative industriali che altrimenti sarebbero rimaste alla fase di mero progetto o che avrebbero incontrato serie difficoltà ad affermarsi.
I Venture Capital sono dunque strumenti per fornire i capitali che occorrono a lanciare e condurre al successo le iniziative industriali a contenuto innovativo e ad altro rischio che, al loro sorgere, non possono attingere alle fonti tradizionali del finanziamento bancario o mobiliare.
Questi "capitali di ventura", disposti ad affrontare grossi rischi, costituiscono il propellente ideale per lanciare nuove attività industriali delineate in un business plan, ossia in un progetto che descrive il prodotto da realizzare, il mercato cui è destinato ed il suo sviluppo potenziale. Oltre al progetto i venture capital considerano le doti umane di chi propone l'iniziativa e tendono a valorizzarne le capacità imprenditoriali.
I Prestiti con Venture Capital danno luogo ad un procedimento che può essere esaminato in tre diverse fasi.
La prima fase esige il seed financing, ovvero il capitale di semina che occorre al futuro imprenditore per concretizzare la sua idea in un prototipo di prodotto. Questo momento iniziale presenta rischi altissimi, ma in compenso richiede agli eventuali venture capitalist un modesto impiego di capitale.
La fase successiva, se l'idea si rivela vincente, richiede capitali notevoli per costituire l'impresa in forma societaria, per dotarla di impianti e di attrezzature tecnologicamente all'avanguardia. per fornirla di una completa struttura produttiva e amministrativa, per avviare la commercializzazione dei prodotti e per sostenere l'espansione aziendale.
La terza fase consiste nel going public, cioè nell'ottenere la quotazione ufficiale presso la borsa valori. Tale ammissione in borsa permette al venture capital di collocare sul mercato una quota più o meno consistente delle azioni della società, ormai affermata, ad un prezzo che sovente è molto superiore all'importo investito.
Molte aziende operanti nel campo dell'elettonica (microprocessori, minicomputer, ecc.) sono sorte negli Stati Uniti grazie agli investimenti di venture capital che hanno il merito di aver dato impulso allo sviluppo tecnologico, di aver incrementato il livello di occupazione e di aver reso più competitivo il sistema economico.
In Italia esistono diverse società specializzate nella concessione di prestiti in venture capital. Se potranno operare in un contesto favorevole. la loro azione si rivelerà per il rilancio dell'industria nazionale e soprattutto per la riduzione del gap tecnologico che ancora divide il nostro paese dai leaders mondiali.
L'intervento dei venture capital richiede anche che gli imprenditori italiani abbandonino ogni timore di dividere la proprietà dell'azienda con altri soci. Infatti è attraverso la vendita in borsa di una quota della partecipazione che i venture capital conseguono il loro guadagno.
07:30
Scritto da: dadomail69
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