15/04/2009

Prestito Convertibile di Banca Popolare di Milano

 

 

Nell'arco dei primi tre mesi del 2009, sono circa una dozzina le società quotate in Borsa che hanno chiesto o si accingeranno a varare nei prossimi mesi un aumento di capitale, uno strumento che, per le società medie e piccole, si rivela decisamente flessibile e multiforme e che in assenza di consorzi di garanzia, ovvero di pool di istituti di credito che si fanno carico dell'eventuale inoptato, dovrà essere accompagnato da una serie di accorgimenti necessari ad evitare le conseguenze più devastanti di una raccolta di danaro inferiore alle necessità.

 

Il caso che esaminiamo in questo post è quello della Banca Popolare di Milano che ha inserito un aumento di capitale per pagare i Tremonti Bond sottoscritti dallo Stato. La Banca Popolare di Milano emetterà infatti un prestito convertibile dell'ammontare massimo di 700 milioni, che sarà offerto in opzione agli azionisti "unitamente" all'assegnazione gratuita di warrants fino ad un massimo di 500 milioni.

 

Le due emissioni saranno votate dall'assemblea del prossimo 25 aprile. Il prestito convertibile avrà scadenza massima al 30 giugno 2013 e dovrebbe essere comunque non inferiore a 4 euro, ovvero il valore nominale delle azioni BPM. Nel 2013 arriveranno i nuovi titoli, mentre il capitale raccolto sin da ora rappresenta una "riserva" sicura per restituire, al più prestito, il prestito del ministero del Tesoro.

26/02/2009

Prestito Speciale Tremonti Bond

tremonti_bonds.jpgPer rafforzare la capitalizzazione delle banche, le aziende di credito potranno emettere uno speciale prestito che potrà essere sottoscritto dal Tesoro e - per il 30% del totale - da privati. Secondo la Commissione europea, la modifica al regime di conferimento di capitali alle banche è in linea con le misure di sostegno alle banche, elaborate dalla UE nel contesto di crisi finanziaria.

Queste cedole, remunerative per il ministero ma con rendimento inferiore per i privati, pagheranno un coupon iniziale del 7,5% o dell' 8,5% con premio sul prezzo di rimborso per un rendimento - nei primi quattro anni - attorno al 12%. Se il prestito non verrà rimborsato entro questo lasso di tempo, non renderà più del 15% e pagherà una cedola pari al maggiore di tre tassi: coupon step-up, valore superiore in percentuale ai dividendi, il rendimento del BTP a 30 anni maggiorato del 3%, senza nessuna imposizione sui dividendi maturati.

Questi bond, nominalmente, non hanno scadenza e potranno essere rimborsati dalle banche in qualsiasi momento e per qualsiasi entità. Non sono parificabili a obbligazioni: la cedola, infatti, non viene pagata negli anni in cui l'esercizio della banca emittente risulta in perdita e il valore cala in linea con eventuali abbattimenti di capitale.

 Questi prestiti speciali, che non potranno superare il 2% del valore delle attività ponderate per il rischio e non eccedere l'8% del capitale Tier-1 (vale a dire l'indice di patrimonializzazione bancario costituito da capitale azionario e riserve a bilancio), rappresentano uno strumento ibrido finalizzato  a migliorare lo standing creditizio delle banche che, con questo prestito speciale, dovranno

* rafforzare il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese,

* aumentare le risorse per il credito alle piccole e medie imprese,

* sospendere il pagamento dei ratei del mutuo casa per almeno 12 mesi a favore dei lavoratori in cassa integrazione o che percepiscono il sussidio di disoccupazione,

* tenere sotto controllo le retribuzioni di manager e traders,

* promuovere gli accordi per anticipare le risorse necessarie alle imprese per il pagamento della cassa integrazione.

Bankitalia avrà un ruolo importante nella collocazione dei Tremonti Bonds: condurrà l’istruttoria valutando l’adeguatezza patrimoniale e il profilo di rischio della banca richiedente; esaminerà le caratteristiche delle obbligazioni, la conformità alle norme del decreto e agli obblighi contenuti nell’allegato. Gli istituti devono infatti sottoscrivere un protocollo in cui si impegnano a garantire il credito all’economia, e a introdurre un codice etico che comprende trasparenza nelle retribuzioni degli executive.

 

 

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